Sondrio, 9 maggio 2017 - Con legge n. 266/2005 venivano prorogate per dieci anni le concessioni idroelettriche in scadenza a partire dal 2010, alcune delle quali erano già state prorogate in precedenza dal Decreto Bersani n. 79/1999. A fronte di questo beneficio per le società il legislatore aveva previsto un canone aggiuntivo di € 3,6 per ogni kW di potenza installata da versare per 1/6 ai Comuni rivieraschi e per i 5/6 allo Stato. Le società avevano provveduto a versare detti canoni nel 2006 e 2007 allo Stato e nel 2008 ai Comuni grazie anche all’interessamento del Consorzio Bim Adda e di Federbim.

La Corte Costituzionale nel 2008 ha ritenuta illegittima questa proroga delle concessioni e conseguentemente ha annullato anche i relativi canoni. Si sono susseguite diverse disposizioni di legge e relativi ricorsi in Corte Costituzionale; di fatto lo Stato ha dovuto rimborsare alle Società la quota incassata di 5/6 ma non era stato previsto esplicitamente il rimborso della quota incassata dai Comuni. A fronte della richiesta di rimborso presentata da Edison spa a tutti i Comuni interessati, per un importo complessivo di oltre mezzo milione di euro, il BIM, facendosi carico del problema, ha comunicato alla Società che detti canoni dovevano essere definitivamente trattenuti dai Comuni.

Con sentenza n. 88/2017 la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale sollevata da una Società e quindi nessuno rimborso è dovuto. Ovviamente devono essere ritenute illegittime anche eventuali richieste fatte da altre società.  E’ da rilevare che nel frattempo le concessioni di A2A e di Edison sono scadute e che per evitare un inopportuno fermo degli impianti la Regione ha provveduto a rilasciare autorizzazioni provvisorie all’esercizio, prevedendo come contro partita il versamento di un ulteriore canone che ad esempio nella vicina Provincia di Trento è stato stabilito, per ogni kW di potenza media nominale, in € 62,5 più l’importo di € 5 come canone ambientale. Al momento la Regione Lombardia non ha ancora definitivamente deliberato l’importo dovuto dalle Società idroelettriche. Se l’importo dovesse essere pari a quello previsto in Trentino il totale che le Società dovrebbero versare dal 2010 al 2017 sarebbe pari a circa 59 milioni.

“Per i Comuni del Bim – dice la Presidente Cioccarelli - e per diretta conseguenza per il territorio, si tratta di risorse che vanno ad aggiungersi a quelle che le aziende idroelettriche presenti in Valtellina e Valchiavenna già versano a titolo di indennizzo per l’utilizzo delle nostre acque, e che risultano fondamentali in una fase congiunturale tanto difficile. Il nostro obiettivo è quello di assicurare al territorio ciò che gli spetta – conclude la presidente Cioccarelli”.