Morbegno, 17 giugno 2017 - Ritornano, come periodicamente accade, le polemiche riguardanti la sicurezza sui treni. Dopo il caso, risalente al febbraio scorso, dell’aggressione di una ragazza appena 15enne, sulla tratta ferroviaria Milano-Mortara, i vertici della Regione avevano vagliato numerose possibilità per migliorare la sicurezza dei passeggeri di Trenord. Purtroppo sembrerebbe che ben poco sia stato fatto se, giovedì sulla tratta Tirano-Milano, si è registrato l’ennesimo episodio di violenza: un 28enne russo è stato aggredito, con uno dei martelleti frangivetri del treno, da un “balordo“ salito alla stazione ferroviaria di Morbegno. Dall’indagine-lampo di Polfer e Squadra Volante della questura di Lecco l’aggressore è risultato già noto alle forze dell’ordine, che stava importunando una passeggera.

Il sindacalista dei trasporti Cgil, Giorgio Nana, ricorda che «noi avevamo denunciato, già da parecchi tempo, i rischi sulla sicurezza dei trasporti pubblici che sarebbero emersi in seguito ai pesanti tagli degli ultimi anni. In una situazione come questa è ovvio che il servizio difficilmente può andare incontro ad un miglioramento. In assenza di un servizio di sicurezza, sui treni e alle stazioni, e di telecamere sui vagoni ovviamente chi ha intenzione di delinquere lo fa sapendo che esiste la possibilità concreta di scappare facilmente alla prima stazione. Credo che sia doveroso investire il necessario in modo da adottare tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza di passeggeri che dovrebbero veder garantita la propria incolumità personale».

«Mi sembra che qualche progetto per migliorare la sicurezza sia stato avviato – ci dice Yuri Mainardi -. Ricordo che qualche anno fa, in seguito all’aggressione subita a Villa Pizzone da un controllore, Trenord aveva istituito un servizio di sicurezza con guardie giurate sui treni. Credo che si sia trattato di qualche cosa di temporaneo dato che, dopo qualche mese, non ho più viste le guardie giurate.​ Ho notato che ultimamente alcuni vagoni sono stati dotati di telecamere di sicurezza. Certamente le videocamere e gli uomini di sicurezza non possono risolvere il problema – il pazzo che aggredisce può capitare ovunque e non viene fermato dalla prevenzione – però credo che entrambi i sistemi possano funzionare da deterrente per furti e litigi vari».

Il problema della sicurezza è certamente più sentito dalle donne che dagli uomini. Secondo Lara Bernini «bisognerebbe mettere l’esercito nelle stazioni e sui treni. La situazione di pericolo c’è da molto ma viene avvertita solo quando si verificano episodi spiacevoli. Spero che aumentino drasticamente i controlli perché potersi spostare, a qualunque ora, è un nostro diritto». Della stessa opinione anche Cristina Deghi, che aggiunge: «Io quando viaggio da sola mi sento sempre poco sicura. Sicuramente con delle telecamere mi sentirei più tranquilla».