Sondrio, 30 novembre 2017 - Sono proprio le immagini di una delle telecamere della ditta Castelli di Morbegno ad inchiodare Nicola Pontiggia nell'atto di trascinare un altro corpo proprio nel cortile dell'azienda. Immagini che mostrano anche del fumo che proveniva, secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti questa mattina, dagli effetti personali di Svetlana Balica che l'uomo avrebbe bruciato avvalendosi di una fiamma ossidrica. Altri oggetti appartenenti alla donna sono stati rinvenuti poco distanti dal recinto della ditta, in mezzo ad alcune sterpaglie, dove erano stati gettati in sacchetti della spazzatura.

Stando a quanto emerso dalle indagini condotte dai Carabinieri di Sondrio e coordinate dalla Procura della Repubblica, Nicola avrebbe ucciso la moglie tra il 31 ottobre e il 2 novembre (probabilmente con uno strangolamento e a seguito di un litigio) e poi avrebbe portato il cadavere in ditta per disfarsene. L'indagine, a questo punto, è per omicidio, soppressione e occultamento di cadavere da parte del marito (deceduto) nei confronti della moglie moldava. Il video della telecamera, dopo averlo registrato mentre trascinava una persona al buio, riprende l'uomo nell'atto di lasciare la ditta, dove sarebbe arrivato intorno alle 6 e trenta del mattino e che avrebbe lasciato di nuovo per un breve lasso di tempo: 13 minuti. Su questi 13 minuti si concentrano ora le indagini degli inquirenti. Stando al racconto del sostituto procuratore titolare del caso, Stefano Latorre, l'uomo avrebbe verosimilmente nascosto il corpo durante questa manciata di minuti perché coperto dal buio. 13 minuti, quindi, che non possono averlo portato lontano. Per questa ragione tutto il perimetro dell'area intorno alla ditta di Morbegno è ora sotto setaccio