Sondrio, 2 dicembre 2017 - Finalmente, dopo un mese dalla sua scomparsa, dopo un mese da quando, con tutta probabilità, Nicola Pontiggia si è disfatto della moglie prima di togliersi la vita, si sta cercando il corpo di Svetlana Balica, 44enne moldava. Ieri sono state attivate le ricerche a tappeto, si cerca un cadavere, quel cadavere che le immagini delle telecamere di videosorveglianza della ditta Castelli immortalano, seppur in maniera sfocata e poco chiara, mentre il marito Nicola lo trascina dall’auto nel capannone, poi di nuovo in auto. Ieri mattina attorno alle 8 la task force, composta da una settantina di uomini e alcune unità cinofile, si è ritrovata alla piazzola dell’elisoccorso di Morbegno.

Poco distante è stata allestita una sala operativa mobile per coordinare le ricerche, mentre in Prefettura da ieri c’è la sala operativa vera e propria, nella quale attorno alle 11 è stato organizzato un primo vertice per decidere come muoversi e che zone setacciare. Per delimitare la prima area di ricerca si è partiti da una convinzione degli inquirenti, illustrata dal procuratore capo Claudio Gittardi e dal sostituto Stefano Latorre anche durante la conferenza stampa di giovedì: secondo gli inquirenti Nicola Pontiggia si sarebbe liberato del corpo della moglie tra le 6.51 e le 7.04 del 2 novembre. Tredici minuti, pochi, per raggiungere la zona prescelta e nascondere il cadavere. Se davvero così fosse, non sarebbe potuto andare molto lontano.

Le ricerche quindi ieri si sono concentrate in un raggio limitato attorno alla ditta Castelli, un’area raggiungibile in 5 o 6 minuti, non di più. Si è cercato per tutta la giornata sia nei dintorni dell’azienda che poco lontano, fino all’imbocco della strada che porta a Bema. In quella zona gli uomini della task force hanno cercato anche utilizzando un sistema di corde, così da riuscire a calarsi in dirupi e scarpate. Sono stati segnati, poi, i pozzi e canali presenti nell’area circoscritta, che però verranno controllati sistematicamente nella giornata di oggi. Ma le ricerche di carabinieri, Vigili del fuoco, Soccorso alpino della Guardia di Finanza, Corpo nazionale soccorso alpino e Protezione civile non hanno dato esito. Ieri si parlava anche dell’arrivo di cani molecolari per cercare il cadavere, notizia poi smentita: il loro utilizzo non sarebbe incisivo, è passato un mese, non riuscirebbero a trovare il corpo. Insomma, si è aspettato troppo. E ci sono altre domande, e considerazioni, che è impossibile non porre. Come mai non si è ancora controllata da cima a fondo l’area della ditta, non si è guardato nella montagna di ghiaia presente nel cantiere, non si sono spostati i «new jersey» di cemento che potrebbero nascondere il corpo?

Non solo: l’auto di Pontiggia nella mattinata del 2 novembre è stata immortalata dalle telecamere a Mantello: e se avesse scelto quella zona, o il vicino Pian di Spagna, per liberarsi del cadavere? Quando si cercherà anche lì?