Cosio Valtellino (Sondrio), 5 dicembre 2017 - Un caso che sembra chiuso, secondo gli inquirenti si è trattato di un omicidio-suicidio, sul cui movente ci sono ancora molti dubbi. Ma i misteri e i «conti che non tornano» attorno al giallo di Cosio Valtellino sono ancora molti. Primo tra tutti, ovviamente, la mancanza del cadavere di Svetlana Balica, la 44enne moldava che sarebbe stata uccisa dal marito Nicola Pontiggia prima che l’uomo si togliesse la vita simulando un incidente sul lavoro. Le ricerche del cadavere al momento sono state sospese: venerdì e sabato carabinieri, Vigili del fuoco, Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, Soccorso alpino della Guardia di Finanza e Protezione civile hanno setacciato una vasta area attorno alla ditta Castelli di Morbegno (dove Pontiggia è stato trovato morto e dove, nella stessa mattinata, lo scorso 2 novembre, è stato ripreso mentre trascinava un corpo e bruciava qualcosa, forse i documenti della moglie) e nei dintorni dell’abitazione dei due coniugi.

«Le ricerche riprenderanno – assicurano gli inquirenti, decisi a trovare il corpo della 44enne così da poterlo restituire alla famiglia in Moldavia e poter anche dare risposte alle domande ancora in sospeso (come è stata uccisa Svetlana? E quando?) - ma occorre ripensare come e dove muoverci». E la riunione in Prefettura che permetterà proprio di riorganizzare le ricerche non è ancora stata effettuata. Forse oggi le forze in campo si riuniranno per fare il punto, solo allora sarà possibile riprendere a cercare. Ma non è questo il solo aspetto curato dagli investigatori dell’Arma dei carabinieri, condotti dalla Procura di Sondrio, impegnati nel fare luce sull’intricato giallo.

Le indagini mirano anche a capire se ci sia qualcuno, magari nella famiglia di Nicola Pontiggia, che possa avere informazioni utili, insomma, che sappia qualcosa di ciò che è accaduto a marito e moglie. E se i genitori di Nicola, che vivono nell’appartamento sopra a quello in cui abitavano i coniugi, raccontano di non aver sentito nulla, di non aver assistito al litigio da cui, secondo gli inquirenti, sarebbe nato il delitto, potrebbe esserci qualcuno che sa qualcosa. Parliamo, in particolare, di quel parente di Pontiggia che, il giorno dopo quello che sembrava un infortunio sul lavoro, ha avvisato i familiari moldavi di Svetlana della morte di Nicola parlando di un possibile omicidio-suicidio, tesi che non era ancora nemmeno contemplata dagli investigatori. Cosa sanno i familiari del 55enne che nessun altro sa? Perché hanno pensato subito a questa tragica ipotesi? Nicola ha detto qualcosa prima di togliersi la vita?