Cosio Valtellino, 11 novembre 2017 - «L’amore che ci hai dato non è morto con te: vive nel nostro cuore, nella nostra coscienza e nel nostro ricordo. Tu vivi in noi». È con parole toccanti e cariche di affetto che le figlie Nataly e Cinzia, con i nipotini Federico e Alberto, annunciano i funerali di Nicola Pontiggia che saranno celebrati nella frazione di Regoledo, a Cosio Valtellino. La cerimonia sarà celebrata oggi nella chiesa di Sant’Ambrogio e avrà inizio alle 10. Il nulla osta per la sepoltura è arrivato mercoledì dal sostituto procuratore titolare, Stefano Latorre.

Nulla osta successivo all’esame autoptico svolto sabato 3 novembre dal medico legale dottor Paolo Tricomi, sul corpo dell’uomo. Dopo qualche giorno, effettuati tutti gli accertamenti necessari, la salma è stata restituita alla famiglia. Il medico legale ha, a questo punto, sessanta giorni di tempo per presentare la relazione sul suo lavoro. Anche se, secondo quanto affermato dal procuratore capo di Sondrio, Claudio Gittardi, è già emerso che ad uccidere Pontiggia, 55 anni, di Cosio Valtellino, sarebbe stato un trauma alla testa, riconducibile a quello che avrebbe subito nello schiacciamento da parte del camion (che necessitava di manutenzione) giovedì scorso. Giorno in cui l’uomo si è recato alla ditta, chiusa per ferie, per riparare il mezzo pesante.

Come ha riferito il procuratore Gittardi l’operaio «ha effettuato una manovra incongrua, abbinata a una fatalità. Anche se non non ce lo si aspetta da una persona esperta come era lui». Quello stesso giorno Svetlana Balica, sua moglie, che di anni ne ha 44, è scomparsa nel nulla. Il suo telefono dà muto, non ha più contattato la sua famiglia d’origine e non si è più vista in paese. Sono passati ormai otto giorni e di lei ancora nessuna traccia. Gli inquirenti hanno attivato il protocollo ricerca persone scomparse e, quindi, tutti le forze dell’ordine della provincia di Sondrio sono state allertate. Mentre ad essere incaricati dell’indagine sono i carabinieri di Sondrio. Anche la tv nazionale si è interessata del caso con «La vita in diretta». E intanto il parroco di Cosio, don Vito Morcelli, fa un appello perché cali il silenzio sulla vicenda.