Teglio, 17 marzo 2017 - Da Giappone a Teglio solo per osservare da vicino il tesoro più prezioso del paese: il grano saraceno. Tanti chilometri, con andata-ritorno no-stop, non hanno scoraggiato la delegazione nipponica, composto da un rappresentante dell’amministrazione locale (la prefettura è quella di Fukushima), alcuni cuochi, un agricoltore e l’interprete, che ha raggiunto la patria del pizzocchero e della pianta sua materia prima che, grazie ad un progetto di reinserimento, sta tornando a colorare il paesaggio di bianco e rosa. Anche in Giappone la coltivano, il clima lo consente: «la zona di provenienza della delegazione, la seconda in due anni che ci fa visita, è molto simile alla nostra, ha montagne e impianti da sci. Ci hanno invitato a visitarla, per mostrarci le loro piantagioni», spiega Flavio Bottoni che, in rappresentanza dell’Accademia del pizzocchero e di Coldiretti, ha accolto i giapponesi insieme al sindaco dell’abitato baciato dal sole e agli esponenti della comunità. Potrebbe davvero nascere un gemellaggio, visto l’interesse comune.

Sopra Flavio Bottoni e gli ospiti orientaliLa visita è iniziata in mattinata, in Camera di commercio a Sondrio, per poi spostarsi nel Comune retico. «Dopol’incontro con il primo cittadino, abbiamo visitato gli appezzamenti della coltura, il mulino ristrutturato e ora in mano ai piccoli produttori di grano saraceno di Teglio, rappresentati dal presidente Riccardo Finotti e da Lino Saini, “memoria storica”», ha detto Bottoni. Al termine della passeggiata, non poteva mancare il pranzo a base di pizzoccheri. Tra elevato apporto calorico, viaggio, e fuso orario, nel pomeriggio è stata necessaria una piccola pennichella rinfrancante, in vista della «sfida» culinaria della sera, al ristorante Bellavista. Pietanze locali versus nipponiche. A confronto, i nostrani sciatt e alcuni piatti tipici giapponesi, come tagliolini fini di saraceno, da mangiare freddi, intrisi di salsa di soia e pesce, frittura di verdure e i ravioloni con cuore di verdure. Ai commensali l’«ardua» sentenza, questione di abitudini. Sta di fatto che, ai giapponesi, cui sono stati donati per ricordo una scarrella con scritta in giapponese e tagliere in legno, la cucina locale è piaciuta parecchio, in particolare Casera, Bitto e vino Valgella. Cosa porterà questo condivisione? Sicuramente una maggiore internazionalizzazione di un piatto tipico già decisamente conosciuto e di una materia prima da valorizzare sempre più. Sono una trentina i produttori di saraceno a Teglio, sostenuti da anni, con un contributo, dal Comune che ambisce a mantenere viva la tradizione e, con essa, il territorio.