Spriana (Sondrio), 25 agosto 2014 - «Ora basta. Dobbiamo abbattere l’orso a fucilate. Prima che attacchi l’uomo anche qui come avvenuto su altre montagne del Nord Italia», tuonano alcuni allevatori della Val Malenco appresa la notizia, che si è diffusa a tamburo battente, dell’ultimo raid compiuto dall’orso MV25. Il plantigrado, fra giovedì e venerdì scorsi, ha banchettato a quota 2.200 metri, in Val di Togno, nei boschi sopra l’abitato di Spriana, a un tiro di schioppo dal capoluogo Sondrio. Si è pappato quattro asinelli al pascolo, lasciando sul prato solo le carcasse. Quando un allevatore è salito in alpeggio per mungere le vacche ha fatto la macabra scoperta.

Pochi i dubbi, a quel punto, che si trattasse dell’opera del grosso mammifero, forse lo stesso esemplare che dalla zona di Tirano si è spostato sulle alpi Orobie, muovendosi in un’area al confine con le province di Bergamo e Brescia, dove più volte è stato pure immortalato dalle video-trappole posizionate dagli agenti della Polizia Provinciale di Sondrio. Gli stessi che ieri, con il supporto del personale del Servizio Veterinario dell’Asl sondriese, hanno fatto il sopralluogo dove sono stati rinvenuti i resti del banchetto, per i rilievi che hanno accertato che ad uccidere gli asini sia stato proprio lui, MV25, goloso di carne di asino già consumata in un altro pranzo sui monti della Valtellina, quando venne fotografato e filmato da uno degli ex guardaccia provinciali coordinati dal comandante Graziano Simonini e dall’esperta faunistica Maria Ferloni.

Dopo avere predato questi animali, l’orso bruno potrebbe non essersi allontanato dal luogo del misfatto in cui ha colpito indisturbato. «Sui pascoli della Val di Togno — avvertono alcuni giovani allevatori — ci sono ancora circa 200 bestie, fra vacche, pecore, cavalli e asini. MV25 potrebbe tornare a colpire di nuovo, sbranando altri capi di bestiame. Non possiamo aspettare, stando con le mani in mano. Dobbiamo stanarlo e abbatterlo, prima che faccia una strage».