Morbegno, 1 ottobre 2017 - I carabinieri di Morbegno e del Nucleo operativo di Sondrio, con in mano il mandato di perquisizione firmato dal magistrato della Procura, erano "sconvolti" quando nella sua abitazione hanno trovato tutta quella merce di provenienza illecita. Non volevano credere ai loro occhi. Armadi pieni di capi firmati con ancora tanto di cartellino con il prezzo di vendita, oltre ovviamente all'etichetta. E così lei, una dipendente del negozio "Bordoni" della centralissima via Vanoni a  Morbegno, è finita nei guai.

Il clamoroso arresto è scattato mercoledì.  I carabinieri l'hanno fermata nella via pubblica e poi condotta nella sua abitazione per procedere alle operazioni di perquisizione. E qui è avvenuta la conferma ai sospetti. Negli armadi sono stati rinvenuti numerosi capi di abbigliamento sottratti dal negozio di Roberto Bordoni e del figlio Giovanni i quali, da tempo, si erano resi conto della sparizione di merce. Il commerciante aveva presentato in caserma denuncia contro ignoti non sapendo, in quel momento, chi fosse il responsabile, avendo in servizio undici dipendenti per lui tutti fidati.

La donna, mercoledì posta agli arresti domiciliari in attesa dell'interrogatorio davanti al gip, avrebbe agito a più riprese nel magazzino dell'esercizio commerciale, privo di telecamere. E il fatto che gli investigatori abbiano trovato abiti e maglie griffate con i cartellini ancora attaccati lascerebbe supporre che gli stessi erano destinati a un commercio parallelo e "in nero", ovviamente all'insaputa del titolare dell'importante negozio di via Vanoni che, nella vicenda, è parte lesa.

La merce rinvenuta e sequestrata ammonterebbe a un valore di circa 30mila euro e l'accusa per l'arrestata e' di furto aggravato. In sede di interrogatorio davanti al giudice del Tribunale di Sondrio avrà modo di difendersi, di cercare almeno di dare una spiegazione alla sua condotta illegale. Ma gli accertamenti svolti dall'Arma puntano ora a stabilire da quanto tempo andava avanti questa attività illegale della commessa, in forza al negozio morbegnese da circa 10 anni, e a risalire a eventuali ricettatori. A tradire la dipendente infedele potrebbe essere stato il tentativo di cessione di un capo rubato a una persona sbagliata, ossia a un individuo che ha poi informato il negoziante il quale, a sua volta, potrebbe avere messo sulla pista giusta gli inquirenti.