Morbegno (Sondrio), 30 novembre 2017 - In 1.119 per 40 posti di lavoro e il sogno del «posto fisso». Ieri mattina il Polo fieristico provinciale di Morbegno ha ospitato la preselezione del mega concorso indetto da Asst ValtLario per la copertura a tempo indeterminato di quaranta posti di collaboratore professionale sanitario infermiere – categoria D. Circa 2.450 le domande pervenute, meno della metà, 1.119 appunto, sono stati ammessi alla preselezione, gli altri sono stati scartati perché non avevano i requisiti necessari oppure hanno deciso di rinunciare, forse a causa della distanza da casa e della clausola che prevede, una volta assunti, di dover rimanere almeno 5 anni a lavorare per l'Asst Valtellina e Alto Lario. Infatti, tantissimi, la maggior parte dei candidati, proviene da fuori provincia, molti anche da lontano, davvero da tutta Italia. Con la valigia in mano e dopo aver pernottato nelle strutture alberghiere, siciliani, calabresi, campani e chi più ne ha più metta ieri mattina hanno tentato la rincorsa al sogno, il sogno di un posto di lavoro a tempo indeterminato nell'Amministrazione pubblica, sinonimo per molti di quella sicurezza che in pochi possono vantare.

Ieri mattina il quiz, 60 domande in 60 minuti, poi la correzione elettronica gestita, come tutto il concorso, da una ditta esterna a cui l'Asst ha appaltato il delicato servizio. Alle prove vere e proprie, in programma questa mattina, hanno avuto accesso praticamente tutti: erano 1.100 i posti a disposizione. Due le prove scritte in programma, chi le passerà potrà sostenere l'esame orale che si terrà tra dicembre e gennaio. Poi, la graduatoria, 40 assunzioni subito, gli altri che potranno continuare a sperare di essere chiamati più avanti, almeno quelli nelle prime posizioni della classifica. «Io lavoro all'ospedale Moriggia Pelascini di Gravedona – ci racconta Giulia Naritelli, sondriese di 26 anni, una di quei 1.119 infermieri laureati e iscritti all'albo che hanno partecipato alla preselezione e che oggi sosterranno le prove scritte – e questo è il secondo concorso di questo tipo a cui partecipo. L'ho fatto perché mi piacerebbe avvicinarmi a casa, ma anche perché lavorare nel pubblico sarebbe ovviamente meglio, si tratta proprio di un altro tipo di contratto rispetto all'impiego in una struttura privata come il Moriggia Pelascini. Speriamo vada bene».