Cosio Valtellino (Sondrio), 7 dicembre 2017 - «Le ricerche del corpo di Svetlana non sono mai state interrotte, proseguono serrate anche se al momento non riteniamo serva il “rallestramento” del territorio che abbiamo svolto lo scorso fine settimana». Lo assicura il neocomandante provinciale dei carabinieri di Sondrio, il colonnello Emanuele De Ciuceis, che da qualche settimana ha preso in mano le redini del comando dell’Arma e anche, ovviamente, della delicata indagine di Cosio.

L’ipotesi degli inquirenti è che il 55enne Nicola Pontiggia, trovato morto all’interno della ditta Castelli di Morbegno il 2 novembre, prima di togliersi la vita, simulando un tragico incidente sul lavoro, abbia ucciso la moglie Svetlana Balica, 44enne moldava, e abbia soppresso e occultato il suo cadavere, che ancora, però, non si trova. «Non ci sono novità al momento, ma non abbiamo smesso di cercarla – afferma il colonnello De Ciuceis -. In realtà, cerchiamo Svetlana da ben prima di venerdì scorso. Prima però cercavamo una donna viva, che si supponeva potesse essersi allontanata volontariamente, ora purtroppo si cerca un cadavere perché questa è la direzione che hanno preso le indagini. Venerdì e sabato scorsi abbiamo organizzato, tramite la Prefettura, un “rastrellamento” del territorio con una settantina di uomini impegnati in una vasta area. Finita questa operazione, abbiamo valutato non ci fosse la necessità di proseguire con un’attività di questo tipo».

Non ci saranno, quindi, «nuovi vertici in Prefettura e, almeno per il momento, non verranno promosse operazioni di ricerca come quelle del fine settimana scorso. Ciò non significa che non si continui a cercare, ma lo facciamo in un altro modo, con interventi in zone mirate. Abbiamo tutte le intenzioni di trovare il corpo di Svetlana». Dichiarazioni importanti, che rassicurano anche i familiari moldavi della 44enne, da oltre un mese in ansia per le sorti della loro cara. Il caso, quindi, non viene affatto accantonato: da una parte ricerche mirate sul territorio e dall’altra parte indagini su quello che è accaduto tra il 31 ottobre e il 2 novembre per poter fare piena luce su un giallo che sta tenendo tutta la Valtellina, e non solo, con il fiato sospeso.