Cosio Valtellino (Sondrio), 6 dicembre 2017 - Sono  settimane di angoscia per i familiari di Svetlana Balica, la 44enne moldava che si teme sia stata uccisa dal marito Nicola Pontiggia prima che l’uomo si togliesse la vita simulando un incidente sul lavoro. A oltre 2mila chilometri di distanza da dove la loro “Sveta” avrebbe perso la vita, tra Cosio Valtellino e Morbegno, i familiari moldavi stanno assistendo impotenti a quello che sta accadendo in Valtellina. E fino a quando non si troverà il cadavere della donna tutto resterà in sospeso, in una sorta di limbo tra speranza e rassegnazione in cui ora vive chi amava Svetlana. "Sono in contatto costante con gli investigatori – racconta dalla Moldavia il nipote di Svetlana Radu Turcanu, il primo a contattare inquirenti e stampa a inizio novembre per denunciare la scomparsa della zia -. Ci hanno assicurato che le ricerche riprenderanno". Quando, però, al momento non si sa.

Dopo due giorni di ricerche, lo scorso fine settimana, le operazioni sono state interrotte in attesa di fare il punto della situazione, in un vertice in Prefettura che non è ancora stato fissato. La ferma volontà degli inquirenti, però, è quella di trovare il corpo di Sveta e per farlo, ne sono convinti, bisogna procedere sistematicamente, senza fretta, ragionando e valutando. Da qui la necessità di un summit, per non cercare alla cieca. La ricerca del corpo è la priorità, non certo trovare un movente che, comunque, non aggiungerebbe molto a questa tragica storia. "Dal punto di vista delle indagini non è sul possibile movente che ci stiamo concentrando – dicono infatti in Procura - perché non è elemento di reato, ma semmai potrebbe essere una aggravante".