Cosio Valtellino (Sondrio), 10 novembre 2017 - «Ho chiamato Svetlana Balica, mia cugina, domenica 29 ottobre, ma lei non ha risposto. Quella sera mi ha richiamato con un altro cellulare dicendomi che non aveva tempo di parlare. Il giorno successivo ho richiamato quel numero, e ha risposto Nicola Pontiggia, suo marito, che si trovava a Milano e mi ha chiesto di provare la sera, cosa che ho fatto: mi sono presentata a Nicola, ma dopo aver sentito un rumore è caduta la linea e io non ho più ritentato». Svetlana Bita, 47 anni, residente a Brescia, in Italia dal 2003, è stata l’ultima persona della sua famigliaa parlare con Svetlana Balica (Sveta). È accaduto il 29 ottobre, quattro giorni prima che la 44enne residente a Cosio Valtellino (Sondrio), scomparisse nel nulla poche ore prima della morte, in uno strano e anomalo incidente sul lavoro, di suo marito Nicola Pontiggia.

Un rompicapo, quello che sta impegnando gli investigatori valtellinesi. Un rompicapo che nessuno vuole sbrigativamente liquidare parlando di coincidenze. Perché un uomo è morto e perché nessuno sa dire dove si trovi adesso sua moglie. Scomparsa, svanita, dissolta dal 2 novembre. Ora parla proprio una parente della bella Sveta. «La telefonata successiva - racconta - che ho ricevuto sulla sorte di mia cugina è arrivata proprio giovedì 2 novembre alle 23.30, quando mi hanno chiamata i carabinieri. Mi hanno chiesto se sapessi se avevo sentito Sveta di recente, e allora ho raccontato a loro delle mie ultime telefonate».  E ancora: «L’avevo contattata perché poche settimane fa era stata in Moldavia con Nicola, a casa nostra. Volevo sapere com’era andata, se stavano tutti bene, ma non ho mai potuto saperlo».

Solo venerdì le arriva la notizia che la sconvolge: Nicola Pontiggia è morto e la sua Sveta è sparita. «Mi è stato detto dalla famiglia Pontiggia che Nicola e Sveta sono stati a casa di parenti mercoledì 1 novembre, e che il giorno successivo Nicola era tornato solo, per dire che sua moglie aveva preso documenti e una borsa e lo aveva lasciato», prosegue Svetlana nel racconto. La donna non è convinta: «Sveta non se ne sarebbe mai andata senza sentire la sua famiglia. E se fosse così sarebbe arrivata in Moldavia, dove ha tante persone che la accoglierebbero a braccia aperte: ma nessuno l’ha più sentita né vista».



Le ricerche, per cui sono state coinvolte tutte le forze dell’ordine della provincia di Sondrio, continuano. La speranza della famiglia è di trovarla viva, anche se di ora in ora, dice la cugina della zonna, si fa sempre più dura: «Sveta se ci leggi, fatti viva con noi – lancia un appello in lacrime – Vogliamo solo che lei sia salva e sapere la verità. La famiglia dice che lei è sparita il 2 novembre, mentre la Procura dice sia successo il 31 ottobre, perché? Come stanno le cose veramente? E se anche Sveta (cosa che non credo possibile) c’entrasse qualcosa con la morte di Nicola, dovrebbe farsi avanti».

La cugina è certa del fatto che la coppia fosse praticamente perfetta: «Lei parlava sempre bene di lui. E lui non era una persona violenta, anzi, era un uomo molto gentile». Intanto a Cosio Valtellino, paese scosso dal giallo sulla vicenda sulla quale ancora indagano i carabinieri diretti dalla Procura di Sondrio, sono stati fissati i funerali di Pontiggia. Saranno celebrati sabato 11 novembre, alle 10, nella chiesetta di Regoledo di Cosio Valtellino, il paese nel quale la coppia ha vissuto insieme gli ultimi momento felici.