Sondrio 13 gennaio 2018 - Sono state indette le prove attitudinali finalizzate all'ammissione ai corsi di formazione e preparazione agli esami di maestri di sci alpino e di aspirante guida alpina della Regione Lombardia. La sessione di prove per i maestri di sci si terrà dal 12 al 15 marzo a Madesimo (Sondrio). La domanda (disponibile sul sito della regione) va presentata entro il 9 febbraio. La sessione di prove per le aspiranti guide alpine si terrà dal 6 al 9 marzo a Ponte di Legno (Brescia), in questo caso la domanda va presentata entro il 2 febbraio. «La montagna - ha commentato Antonio Rossi, assessore regionale allo Sport e alle Politiche per i giovani - è una risorsa e investire sulle sue professionalità è un dovere. Questo a garanzia di un servizio che ci mette all'avanguardia a livello internazionale e a difesa della sicurezza dei tanti turisti che frequentano la nostra regione. Avere maestri di sci e guide alpine preparate e professionali, oltre a offrire uno sbocco occupazionale per tanti giovani, vuol dire prestare un servizio migliore a livello turistico aiutando le economie delle nostre comunità montane».

«Quello della guida alpina è un lavoro particolarmente romantico, io lo amo tantissimo – rivela Marco Confortola, guida alpina da 28 anni, appena maggiorenne aveva già fatto il corso da aspirante e a 21 anni era già guida riconosciuta a livello internazionale – Se svolto con passione, quando alle prime ore del mattino leghi il cliente alla tua corda e lo porti in cima a una vetta, si crea un'amicizia. Ma è anche un mestiere di responsabilità, rischioso, soprattutto in alta montagna, quando sei l'unica sicurezza per il tuo cliente». I momenti prima dell'escursione, poi, sono fondamentali: «Vivere la sera in rifugio con il cliente è un'altra esperienza importante, la guida alpina deve essere il tramite che fa sì che le persone si innamorino della montagna. Deve sapere di agricoltura, di biologia, non deve essere solo una persona che ti accompagna ad arrampicare. Deve insegnare a vivere la montagna in sicurezza. Per questo i corsi per diventarla sono tanto difficili. Ci vuole tanta passione e motivazione, perché non è semplice svegliarsi alle 3 del mattino e condurre una persona in cima alla montagna, il tutto assicurandosi dell'incolumità dell'escursionista». Le guide alpine, secondo Marco Confortola, sono custodi della montagna, insieme ad agricoltori, montanari, rifugisti e malgari.
«La montagna è bellissima perché c'è qualcuno che ci ha lavorato e ci lavora, altrimenti non sarebbe così - commenta - E', comunque, solo al termine dei corsi che comincia il lavoro duro, un lavoro che va sostenuto», conclude.