Bormio, 6 dicembre 2017 -  Tredici giovanissime vittime all’epoca dei fatti di età compresa tra 11 e 17 anni, alcuni di loro hanno subito “solo” un tentativo di adescamento attraverso Facebook, altri hanno subito atti sessuali. Ieri mattina un 35enne bormino arrestato nel gennaio dell’anno scorso, ha dovuto rispondere davanti al giudice Carlo Camnasio di prostituzione minorile, adescamento di minorenni e di atti sessuali con minorenni, oltre che di produzione e detenzione di sostanze stupefacenti. L’uomo è stato condannato con rito abbreviato a 5 anni di reclusione, oltre a una serie di pene accessorie, tra cui l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e da qualunque incarico in scuole o comunque a contatto con minori. La vicenda ha scosso l’Alta Valtellina dieci mesi fa. A mettere le manette ai polsi del 35enne, oggi sottoposto agli arresti domiciliari, sono stati i militari della GdF al termine di lunghe indagini. I primi episodi contestati risalgono al 2009, e per anni l’uomo aveva continuato ad adescare ragazzini attraverso le chat, offrendo in alcuni casi droga, alcol e soldi in cambio di rapporti sessuali.

La vittima più giovane aveva solo 11 anni, il bormino aveva tentato in più occasioni di convincerlo a incontrarsi, ma non c’era riuscito. Stessa cosa con almeno altri sei ragazzini tra i 13 e i 14 anni. Poi, le violenze sessuali vere e proprie: altri giovanissimi, tutti maschi tra i 13 e i 17 anni, hanno subito atti sessuali: il valtellinese offriva 50, anche 100 euro, alcolici, marijuana. Ieri la condanna a 5 anni di reclusione. Il giudice ha rigettato la richiesta di revoca dei domiciliari. E una volta scontata la condanna il 35enne non potrà avvicinarsi per un anno a luoghi frequentati da minoren