Livigno, 11 febbraio 2018 - Molti li considerano la moneta del futuro, e i livignaschi non hanno intenzione di farsi sfuggire la possibilità di innovare. Almeno uno di loro, Alan Silvestri, commerciante 32enne, che ha aperto al pagamento tramite bitcoin, tra i primi in provincia di Sondrio, e i pochi commercianti su questa breve lista sono tutti proprio a Livigno. Nel negozio che Alan porta avanti insieme a papà Hermes, mamma Mara e alla sorella Nicole, e che noleggia e vende accessori per lo sport, da qualche tempo è comparso il cartello che annuncia, appunto, la possibilità di pagare con la criptovaluta creata nel 2009, che consente il possesso e il trasferimento anonimo delle monete. A fine gennaio il bilancio era di poco più di 200 euro in bitcoin: un cliente sudafricano ha acquistato due maschere da sci, un ragazzo svizzero alcune calze termiche.

«Siamo fiduciosi, è la tecnologia del futuro - dice sicuro il 32enne, che ha aperto anche la pagina Facebook “Criptovalute Livigno” per diffondere l’uso della criptomoneta -. Livigno non rimane “ferma” accontentandosi, ma anzi, è costantemente al passo con il resto del Mondo. Non credo che i bitcoin sostituiranno i classici pagamenti, ma questo tipo di tecnologia assumerà sempre più importanza in futuro. E noi siamo pronti». E il Piccolo Tibet è senza dubbio il luogo ideale per aprirsi a queste innovazioni: ha una clientela internazionale, un’offerta di quindicimila posti letto al giorno, tutti al completo in alta stagione, un milione di presenze lo scorso inverno, tre quarti stranieri, una tradizione consolidata per il turismo. E  sono  molte le persone che chiedono di pagare con i bitcoin, una delle 1.300 valute virtuali in circolazione per scambiare denaro online, senza passare da una banca, certamente la più nota. Alle spalle dei bitcoin c’è la blockchain, una rete peer to peer decentralizzata e distribuita, che permette la registrazione di dati e transazioni. I metodi di sicurezza includono l’uso della crittografia a chiave pubblica. Per pagare o incassare è necessario avere un wallet, un portafoglio virtuale, con una sorta di codice Iban che però non si appoggia a nessun istituto di credito. Solo un anno fa un bitcoin valeva 900 euro, a dicembre era arrivato a sedicimila, ora è sceso sotto i novemila, con la possibilità di scomporre in decimal