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"Non ricorro contro il ritiro della patente Sorpasso azzardato? Macché"

Parla il presidente del Consiglio provinciale Massimo Sertori, aspettando il prefetto: "Da una settimana mio padre mi fa da autista. Ringrazio gli amici che si sono offerti al suo posto". 

Massimo Sertori, presidente della Provincia di Sondrio
Massimo Sertori, presidente della Provincia di Sondrio

Ponte in Valtellina, 21 febbraio 2012 - «A casa, a Ponte in Valtellina, dove tutti mi conoscono, domenica ho girato nelle vie del paese anche perché c’era la festa di carnevale e in tanti mi fermavano dopo aver letto l’articolo de “Il Giorno” e prima ancora il grosso strillo sulla locandina che annunciava la notizia del ritiro della mia patente e subito è iniziata una vera e propria corsa a offrirsi a farmi da autista».

A parlare è il dinamico presidente della Giunta provinciale di Sondrio, il leghista Massimo Sertori, imprenditore da alcuni anni prestato alla politica, a 48 ore dalla notizia pubblicata in anteprima dal nostro quotidiano nel giorno festivo. «Ho ringraziato tutti - spiega Sertori che ha assorbito con grande spirito la new - ma ho declinato gli inviti, in quanto da una settimana a farmi da autista c’è mio padre Franco. Mi dici che è in pensione? Sì, è vero, però in realtà lavoricchia ancora nell’impresa di famiglia. Si è offerto di accompagnarmi lui nei diversi spostamenti. In Provincia è andato in pensione l’unico autista, mai in passato del resto ho abusato dell’auto blu e men che meno intendo farlo ora. Del resto, come ben sai, io sono sempre in giro, tutti i giorni attraverso la Valle, in lungo e in largo ed è molto vasta: da Campodolcino a Livigno, un territorio che si estende per ben 180 chilometri».

Con quale auto viaggiate? La sua Mercedes o con quella del papà? «Per lui - la risposta - è indifferente. Usa con assoluta scioltezza la mia, in quanto è evidente che il suo utilizzo è assolutamente consentito, mica è stata sequestrata. Il ritiro della patente, ad opera dei carabinieri di Tirano come hai scritto, è stato per un sorpasso azzardato, mentre rientravo da Bormio, dopo la visita a un gazebo impegnato nella raccolta delle firme a sostegno della Provincia. Ma evidentemente mio padre preferisce muoversi con la sua, un Volkswagen Tuareg». In ogni caso il numero 1 di Palazzo Muzio assicura che non ha chiesto alcun favoritismo e neppure - aggiunge - è stato riconosciuto dai carabinieri operanti della pattuglia in servizio, pur ritenendo «in quel sorpasso poco di azzardato. Mi hanno subito comunicato il ritiro della patente, dandomi tuttavia la possibilità di raggiungere la mia abitazione. E così è stato...».

Ha saputo per quanti giorni dovrai rinunciare alla guida? Farà ricorso? «Ancora non so la durata della sospensione - afferma il presidente -. Penso sia per la durata di un mese, me lo diranno. In ogni caso una settimana è già passata e non sono propenso a fare alcun ricorso contro il provvedimento che verrà preso, per qualsiasi durata esso sia». Intanto il prefetto di Sondrio, Rosa Erminia Cesari, si limita a dire che la patente ritirata dai carabinieri del capitano Michele Prete a Sertori «è una pratica come tutte le altre sulla mia scrivania».

Le era già successo un «incidente» simile in passato? «Negli ultimi 10 anni mai - afferma senza tentennamenti -. In precedenza, invece, mi sembra di sì, ma ora non ricordo quando. Intanto l’autista ce l’ho: è il babbo, contento di farlo, così approfittiamo per chiaccherare un po’. É innegabile che qualche disagio in più ci sia, ma mi organizzo con lui. Non resto a piedi. Anche la sera, in sostituzione di mio padre Franco, c’è qualche amico disposto ad accompagnarmi agli appuntamenti e alle riunioni». In fondo è stato positivo che la notizia, tenuta «blindata», sia trapelata sul giornale.

Da racconta c’è stato uno slancio di solidarietà nei suoi confronti, di tanti potenziali autisti, segno quindi di tanto affetto verso di te: giusto? «È vero, hai ragione. Quella disavventura ha fatto emergere quanta gente mi voglia bene».

di Michele Pusterla

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