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Vivass, vendite in alto con la spinta di Giv

La Cooperativa conta 217 soci e ha chiuso l'esercizio di bilancio in positivo

Un vigneto (foto germogli)
Un vigneto (foto germogli)

Chiuro, 20 febbraio 2012 - Un traguardo importante per i 217 soci viticoltori valtellinesi riuniti nella Cooperativa Vivass che compie venticinque anni. Ieri mattina, l’affollato auditorium comunale di Chiuro, ha ospitato l’assemblea generale del sodalizio, che ha votato l’esercizio di bilancio del 2011 chiuso in positivo.

I viticoltori della Vivass sono proprietari o affittuari di 120 ettari di terreno così localizzati: 29 nella zona di produzione del Sassella; 3 dell’Inferno; 6 del Grumello; 15 del Valgella, 20 nella zona di produzione del Valtellina e 16 del Valtellina superiore, mentre 31 ettari sono di proprietà del socio Gruppo italiano vini.

Le uve conferite nel 2011 dai soci all’azienda trasformatrice, la Nino Negri (del gruppo Giv, colosso a livello nazionale) ammontano a 5.165 quintali che hanno permesso di ricavare 1.050.000 euro distribuiti ai soci. Mediamente l’uva conferita è stata pagata quasi 2 euro al chilo (2,64% in più rispetto al 2010). Nel corso dell’assemblea diversi i temi affrontati dal presidente della Cooperativa, Salvatore Vitali, e dal consigliere Casimiro Maule, numero uno dell’azienda vinicola di Chiuro Negri. Si è parlato del progetto terrazzamenti, dello studio di fattibilità per il monitoraggio dei muri nei vigneti terrazzati, che ha ricevuto un finanziamento dalla Regione Lombardia di 500.000 euro. Non è mancata la discussione, in particolare circa il ruolo e il programma futuro del Consorzio tutela vini, per il quale lo stesso presidente Vivass Vitali ha rimarcato la necessità di una discussione circa la partecipazione della cooperativa.

Non è mancata infine la polemica sulla declassazione delle uve Valgella a Valtellina superiore (con conseguente diminuzione del prezzo da 2 a 1,50 euro) emersa negli scorsi mesi. Il presidente Vitali ha spiegato che «avendo un unico cliente (la Giv, Nino Negri), che ha determinate esigenze di mercato, noi dobbiamo attenerci a tali esigenze». Anche Casimiro Maule ha difeso l’operato della Vivass, «che ha sempre pagato e dato la certezza del ritiro delle uve dei soci, contrariamente ad altre aziende».

Ridurre per produrre meglio, questo il monito lanciato da Maule che ha illustrato le difficoltà del vino valtellinese sul mercato, in particolare all’estero: «L’unica soluzione è conferire e produrre uva di qualità, lo stesso territorio valtellinese deve unirsi e impegnarsi nel far valere il proprio prodotto». Un messaggio rilanciato anche dal vicepresidente del gruppo Giv, Rolando Chiossi, presente all’assemblea, che ha sottolineato l’impegno prossimo per diffondere e far conoscere il vino dei soci Vivass fuori dalle Valle: «La Negri è inquadrata sul mercato come prodotto di qualità – ha spiegato – si vende in Italia ma poco all’esterno. Inoltre a non favorire la situazione è il calo di consumi nel mercato interno, con stime che indicano 39 litri pro capite all’anno, una bottiglia in media alla settimana».

di Eleonora Magro

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