Fermato il presidente della Provincia da una pattuglia dei carabinieri dopo un sorpasso azzardato. Adesso il prefetto di Sondrio dovrà pronunciarsi sulla durata
Tirano, 19 febbraio 2012 - Parafrasando Eduardo De Filippo («Gli esami non finiscono mai»), si può dire che anche i guai - per fortuna nulla di veramente grave, quando c’è la salute - per il presidente della Provincia di Sondrio sembrano non finire mai.
A Roma vogliono cancellare a tutti i costi le Province (anche quelle interamente montane non verrebbero risparmiate dalla scure) - invocando la necessità di tagliare la spesa pubblica - e lui per questo motivo è impegnato nella campagna di raccolta firme salva-Provincia, la Giunta da lui guidata ha di recente perso un alleato di governo (il Pdl) dopo mesi di liti, veleni e tira e molla con concreti rischi di paralisi nell’attività amministrativa e, come se ciò non bastasse, una settimana fa il dinamico presidente leghista Massimo Sertori ha avuto pure la disavventura di incappare in una solerte pattuglia dei carabinieri della Compagnia di Tirano che, regolamento alla mano, gli avrebbe ritirato la patente.
Ma come: al presidente? Sì, proprio a lui. Come a un qualsiasi cittadino? Già. I militari hanno fatto in pieno il loro dovere. E a nulla sarebbe servita la girandola di telefonate successiva, con il centralino «bollente» della caserma, per revocare il severo provvedimento che sarebbe stato adottato nella mattinata di domenica scorsa nella zona di Tirano, per un sorpasso azzardato.
La notizia è rimasta a lungo «blindatissima». Chissà se i due uomini in divisa che hanno alzato la paletta si sono sentiti rivolgere la classica frase in bocca a tanti potenti: «Ma sapete chi sono io?». Il comandante della Compagnia, il capitano Michele Prete, ufficiale tutto d’un pezzo dalla vita casa-caserma, senza frequentazioni extra di vip e personaggi influenti, sicuramente sa chi è Sertori, ma si è dimostrato una volta di più un ufficiale inflessibile: la patente andava ritirata, per una grave violazione al Codice della strada, e così è stato. Senza guardare in faccia a nessuno e senza squallide retromarce.
La «patata bollente» si dice sia passata poi nelle mani del prefetto di Sondrio, Rosa Erminia Cesari, che dovrà pronunciarsi sulla durata della sospensione della patente di guida all’importante uomo politico con il quale sappiamo essere in ottimi rapporti. Una settimana, un mese, due mesi? Seguiremo, cari lettori, la pratica. Per curiosità, non perchè temiamo venga insabbiata da sua eccellenza il prefetto della Provincia di Sondrio, oggi a rischio soppressione. Sertori sarà costretto a utilizzare l’autista per scorrazzare nella Valle, al fine di sensibilizzare anche il popolo degli indecisi affinchè firmi il modulo salva-poltrone?
di Michele Pusterla