Sertori: siamo l’unica in Italia ad aver lanciato questa iniziativa e aver unito tutti
Sondrio, 18 febbraio 2012 - Oltre 15mila firme Salva Provincia di Sondrio. E’ questa la quota raggiunta da quando, alla fine di gennaio, è partita la sottoscrizione lanciata dall’amministrazione provinciale guidata da Massimo Sertori e sostenuta - durante la grande adunanza - da forze economiche, politiche, sociali e sindacali della Valle. Stop petizione fine febbraio, «ma si vedrà». Un primo step, ma anche «un incitamento» rivolto ai cittadini perchè si rechino votare nei comuni e nei gazebo allestiti alla presenza di consiglieri provinciali e comunali che dovranno vidimare le firme, è stato fatto ieri in una conferenza stampa convocata da Sertori.
Presenti in rappresentanza della Camera di commercio Fabio Bresesti, per Cgil, Cisl e Uil Giocondo Cerri, oltre ai sindaci di Sondrio Alcide Molteni, di Morbegno, Alba Rapella, il vice di Tirano Martino Della Vedova, il vice collega di Bormio Luca Pedrana e il consigliere comunale di Chiavenna Davide Trussoni. «Siamo l’unica Provincia in Italia che ha lanciato l’iniziativa raccolta firme dopo il decreto Monti che le ha soppresse, siamo l’unica Provincia in Italia che è riuscita a unire nel progetto tutte le categorie e questo è un importante segnale poltico» ha sottolineato il numero uno di Palazzo Muzio passando poi la parola ai presenti che hanno ribadito la peculiarità del territorio prettamente montano dove è l’ente Provincia che fa sintesi delle istanze.
Secondo Bresesti il primo a cui ha passato la parola Sertori «perdere un’identità come la Provincia di Sondrio sarebbe una grossa perdita per tutta la Valle. Nel momento in cui arriviamo a Colico siamo il 2%, numeri esigui lo sappiamo. Con un ente come la Provincia vuol dire non fare corridoio, parlare direttamente con persone espressione del territorio, dunque un confronto diretto». Inizio della fine, riferendosi allo slogan di Sertori, è stato il leit motiv dell’incontro. Per Martino Della Vedova (Tirano) «la raccolta firme nel tiranese sta andando molto bene, parecchi chiedono informazioni e quindi votano convinti.
Non hanno ragione d’esserci accorpamenti, la Provincia di Sondrio con le risorse che ha fa la differenza. Avvilente diventi un ente di secondo livello, questo è un abuso del sistema più democratico e cioè l’elezione diretta del presidente». Per Giocondo Cerri (Cgil, Cisl e Uili) «la polverizzazione rischia la marginalizzazione di cui oggi già soffriamo. Con la crisi che si sente anche da noi ci rapportiamo con la Provincia a fronte di numeri di 50, 100 persone a rischio, mentre con i grossi numeri di Milano manco una centralinista in Regione ci ascolterebbe». Luca Pedrana (Bormio) ha sottolineato l’importanza dell’ente portando l’esempio del Piano d’area regionale contestato dagli amministratori dell’Alta Valle: «Importante l’intervento del presidente della Provincia per il ruolo di intermediazione». Alba Rapella (Morbegno) ha espresso «preoccupazione per lo smantellamento della Provincia» facendo riferimento alla statale 38 «senza questo ente manco il primo stralcio, rischiamo di impoverire ulteriormente i cittadini».
Davide Trussoni (Chiavenna) ha posto l’accento sul riordino degli enti locali «ma questo non è il momento, salviamo quello che c’è con la raccolta firme e poi discutiamo». Alcide Molteni (Sondrio) ha evidenziato che «in due settimane 15mila firme sono un segnale estremamente positivo e rappresentano un’assoluta novità in un momento di scollamento fra cittadini a la politica, i cittadini riprendono consapevolezza di essere protagonisti, senza Provincia, penso alle acque, alle centraline, potrebbe esserci un ulteriore scempio del nostro territorio».
di Irene Tucci