Milano / Bergamo / Brescia / Como / Cremona / Lecco / Legnano / Lodi / Monza Brianza / Mantova / Pavia / Martesana / Rho / Sesto / Sud-Milano / Sondrio / Varese

Liberalizzazioni, è guerra aperta tra Comune e commercianti

La polemica: "Aumenterà solo il lavoro della grande distribuzione. A noi crescete le tasse"

Negozio (Foto di Crocchioni)
Negozio (Foto di Crocchioni)

Sondrio, 12 febbraio 2012 -È ormai guerra aperta tra Confcommercio e l’Amministrazione comunale del capoluogo, dopo l’annuncio, fatto dal funzionario dell’Unione commercio Mauro Romeri, nella serata di venerdì, che sarà presentato ricorso al Tar contro la decisione di far pagare la tassa di soggiorno ai clienti degli alberghi, pensioni e B&B di Sondrio. La notizia è stata data nel corso della riunione, organizzata al Policampus dall’assessore al Commercio, Francesco Ferrara, per affrontare con le associazioni di categoria, dei consumatori e i sindacati, la questione spinosa delle liberalizzazioni degli orari per le attività commerciali. <WC>
 

«La norma sulla liberalizzazione degli orari non rende uguali i destinatari della stessa – ha spiegato Romeri – anzi favorisce la grande distribuzione, penalizzando i più deboli a favore dei poteri forti. Si tratta di un processo perverso avviato dal famoso decreto Bersani che ha portato conseguenze negative ovunque. Da noi in provincia é aumentata di 45mila metri quadrati la superficie per la grande distribuzione con la città di Sondrio che, invece di fare da traino per esportare nel resto della provincia delle iniziative a favore del piccolo commercio come la raccolta di firme avviata da Confcommercio, non solo non l’ha sostenuta ma ha introdotto anche l’imposta di soggiorno che molti esercizi non potranno onorare senza farla pagare ai clienti con la conseguenza di creare ripercussioni su tutto il tessuto economico.Contro gli esercenti della città – ha concluso il funzionario - il comune adesso esige una odiosa tassa sull’occupazione del suolo pubblico per i piccoli banchetti di esposizione della merce davanti ai negozi, che sono una caratteristica da sempre».

Argomenti che l’assessore Ferrara ha definito “fuori tema”, ribadendo invece che c’è il timore fondato, in seguito alla liberalizzazione governativa, di reale chiusura dei negozi di vicinato con la «desertificazione di interi quartieri di cui si avvantaggiano la grande distribuzione e i negozi dei cinesi con l’utilizzo della forza lavoro con sistemi e modalità non sempre cristalline. L’Associazione comuni d’Italia si è rivolta alla Regione perché pressi il Governo su queste criticità». «C’è da aggiungere che nel nostro Paese – ha detto Sergio Marcelli del sindacato Cisl – esistono differenze territoriali marcate e l’errore maggiore è proprio quello di trasferire qui delle scelte studiate per altre aree. Se Iperal apre tutte le domeniche, poi, costringe gli altri ad una assurda rincorsa che avrà costi maggiori e un indebitamento progressivo sino alla chiusura».

«La risposta può essere nella scelta di orari alternativi, per i negozi, dall’una alle tre di pomeriggio – ha aggiunto Gionni Gritti dell’Unione Artigiani – anche perché è il momento che gli impiegati si fermano in città per il pranzo». Favorevole alle liberalizzazioni, invece il rappresentante dei consumatori Adelino Tralli (Adoc). Per Giorgio Spinetti della Uil, invece, le aperture domenicali peseranno ancor più sui dipendenti che, «con 15 euro in più non pagano neppure la benzina. Aumenterà solo il fatturato dei più grossi ma non i posti di lavoro».
 

Trova aziende e professionisti
Powered by ProntoImprese

  • Notizie Locali
  • il Resto del Carlino:
  • La Nazione
  • Il Giorno
  • Blog
Copyright © 2012 MONRIF NET S.r.l. - Dati societari - P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Powered by