Al via una raccolta firme per fermare la caccia all'interno dell'oasi. La previsione delle associazioni animaliste è che in tre anni oltre mille capi siano uccisi. Online la petizione
Bormio, 12 febbraio 2012 - «È ora di finirla di trasformare i nostri parchi naturali , creati per difendere l'ambiente, in veri e propri mattatoi, grondanti il sangue di animali che vi dovrebbero trovare protezione, tutto per riempire le pance di una ristretta cerchia di cacciatori previlegiati e le casse dei ristoratori». Questo il messaggio di Franco Benetti, sondriese ex iscritto al Wwf.
«È infatti iniziato il massacro di cervi all'interno del Parco Nazionale dello Stelvio - prosegue - in un periodo delicato in cui le femmine sono gravide di pochi mesi. Ci si avvia verso il centinaio di capi uccisi (ne sono previsti un migliaio in tre anni) e il sangue di femmine gravide e dei loro feti ha già macchiato non solo la neve dell'alta Valtellina, ma anche l'onorabilità delle autorità del Parco che hanno scelto di percorrere questa strada, invece di ricorrere ad altre alternative».
«Anche le associazioni - prosegue Benetti - che di solito alzano la loro voce a difesa di flora e fauna ma che, in questo caso, sono state zitte, hanno la loro responsabilità. Speriamo ora che, prima che si compia completamente lo scempio, qualcuno possa intervenire per salvare il salvabile». Su http://www.firmiamo.it/stop-al-massacro-di-cervi-al-parco-dello-stelvio la raccolta firme.