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Crisi Dresser, c'è l'accordo Via alla cassa integrazione

Decisivo un incontro con i sindacati

Sugli 88 dipendenti, 33 potranno fruire di due anni di cassa e l’azienda si impegna, nel corso del secondo anno, ad agire per il ricollocamento del 30 per cento dei lavoratori all’interno di realtà contigue

Fiom
Fiom

Talamona, 2 febbraio 2012 - Giornata di svolta nella delicatissima vertenza Dresser: ieri a Roma, al Ministero del lavoro i segretari sondriesi di Cisl Fim, e Cgil Fiom insieme alle rappresentanze dell’azienda, ai vertici della General Electric, proprietaria Dresser hanno firmato per l’avvio della cassa integrazione straordinaria, ponendo una prima condizione di garanzia per i lavoratori interessati in Valtellina e Toscana.

Come è noto, la General Electric, nuova proprietaria della Dresser, vuole dismettere negli stabilimenti di Talamona e Firenze la produzione del Cubogas, compattatore di combustibile, riferimento importante nella linea di lavorazioni metalmeccaniche del marchio Dresser.

A Talamona secondo i nuovi accordi, sugli 88 dipendenti, 33 potranno fruire di due anni di cassa e l’azienda si impegna, nel corso del secondo anno, ad agire per il ricollocamento del 30 per cento dei lavoratori all’interno di realtà contigue. A Talamona, oltre alla Dresser, General Electric è proprietaria del Nuovo Pignone. «Abbiamo ottenuto qualcosa - hanno affermato Mirko Dolzadelli, Fim, e Pino Barbusca, Fiom, dopo la lunga trattativa - il momento di congiuntura è particolarmente acuto, oggi abbiamo firmato un accordo importante, e ora cerchiamo di capire quali scenari si aprono per il futuro». «È di rilievo - è stato aggiunto - l’impegno di General Electric a cercare dal secondo anno di ricollocare gli esuberi, una opzione che pone qualche speranza sul futuro del sito di Talamona».

Ora il prossimo appuntamento è fissato per il 10 del mese in Confindustria a Sondrio. «In quell’occasione - è stato precisato dai sindacalisti - si andranno ad approfondire gli aspetti applicativi del percorso di cassa integrazione, le iniziative formative per la riqualificazione del personale, i dispositivi di mobilità, le agevolazioni. E ci si addentrerà ulteriormente nella definizione degli ammortizzatori sociali. Di certo - è stato anche detto - siamo in un contesto particolarmente delicato e difficile, siamo di fronte ad una dismissione aziendale, abbiamo in programma di avanzare richieste per la creazione di linee produttive alternative al cubogas, su Talamona».

«Ne parleremo più in là, la crisi sta segnando le trattative: il contesto è difficile - è stato infine annunciato dai sindacati al termine di questa intensa giornata - occorre muoversi in questo scenario percorrere un tragitto lungo, prendere atto degli impegni della proprietà, e delineare i passi futuri. E non è facile: accogliamo - sono le riflessioni conclusive - questo primo risultato e procediamo con speranza».

di Danilo Rocca

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