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L'appello ai giovani
dal padre del 20enne
senegalese annegato

 "La mia speranza è che non accadano altre sciagure come quella che ha ucciso mio figlio". Così spiega Mbaye Serigne Mbengue, il papà del ventenne senegalese Modou che sabato scorso è morto annegato alle Cassandre, in località Gombaro

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Soccorso alpino
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Sondrio, 26 agosto 2010 - "L’invito che faccio ai ragazzi della città e dei paesi dei dintorni di essere prudenti, di non venire a fare il bagno in questi luoghi dove è vietato tuffarsi. La vita è un bene troppo prezioso per affrontarla con troppa superficialità, non devono metterla in pericolo. La mia speranza è che non accadano altre sciagure come quella che ha ucciso mio figlio".

 

L’appello è di Mbaye Serigne Mbengue, il papà del ventenne senegalese Modou che sabato scorso è morto annegato alle Cassandre, in località Gombaro. "Ci sono tanti modi per rinfrescarsi, per cercare di sconfiggere l’afa - aggiunge l’uomo - ma senza rischiare la pelle". Modou era un ragazzo che se la cavava molto bene anche a giocare a calcetto, riferiscono altri conoscenti.

 

"Il 3 settembre - racconta suo fratello, classe 1973, nell’abitazione di edilizia popolare in via Fracaiolo 3 - avrebbe dovuto affrontare l’esame di guida, in quanto aveva superato quello di teoria. Era da circa 3 anni in Valtellina, aveva imparato a usare molto bene il computer e per quattro mesi all’anno lavorava nelle vigne di Alberto Marsetti, sapeva potare e legare molto bene i tralci delle viti. A questo lavoro l’ha introdotto mio padre, impegnato invece nei vigneti di Mamete Prevostini".
Il giorno della tragedia, al Gombaro, c’erano diversi giovanissimi alla ricerca di un po’ di refrigerio, sebbene la balneabilità sia proibita non per l’inquinamento, quanto per i rischi che la zona presenta.

 

"Dopo quello che abbiamo visto credo che non torneremo più - assicura Lorenzo P., 15 anni -. Con i miei amici sono stato qui 2-3 volte. Ci si bagnava". "Per me è stata la prima volta - aggiunge il coetaneo Giovanni T. -. In vacanza ci siamo andati tutti. Ma era caldo in città e allora siamo arrivati alle Cassandre. Dubito che si ritorni, ora andremo alle piscine del Castelletto. Ho sentito dire che quel giovane non sapeva nuotare, alcuni amici hanno cercato di afferrarlo per una mano senza riuscirci perchè la corrente era forte". Intanto Adama Lo ha promosso una raccolta di fondi per pagare le spese del trasporto della salma in Senegal.

di Michele Pusterla


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