Coldiretti: "Già dal 2007
qualcosa non andava"
Il mondo economico e produttivo valtellinese si interroga sulle conseguenze e le ricadute che la notizia degli arresti “eccellenti” potrebbe avere sull’immagine della provincia

Sondrio, 18 giugno 2010 - Il mondo economico e produttivo valtellinese si interroga sulle conseguenze e le ricadute che la notizia degli arresti “eccellenti” potrebbe avere sull’immagine della provincia. E’ stato un duro colpo, confermano i vertici delle associazioni di categoria, anche e soprattutto per un territorio che negli ultimi tempi ha dato prova di essere operoso e molto più coeso che in passato. Se la giustizia deve comunque fare il suo corso, confermando o rigettando le accuse pesanti nei confronti dei protagonisti di questa vicenda, tuttavia c’è un aspetto pubblico da salvaguardare e cioè delle Istituzioni che, al di là delle persone, devono proseguire la loro attività.
"Il sentimento più diffuso è l’incredulità di fronte a cose di questo tipo. Purtroppo però, nel nostro caso – chiarisce il presidente di Coldiretti Alberto Marsetti - non è un’incredulità dell’ultima ora, conseguente agli arresti di questi giorni. C’eravamo accorti già nel 2007 che il comportamento di questi amministratori pubblici era, a dir poco, strano: sono stati gli stessi nostri associati, i coltivatori diretti proprietari dei terreni di Cercino che, loro malgrado, si sono rivolti a noi per essere tutelati. Così li abbiamo indirizzati al nostro legale che ha, da subito, definito un quadro che è poi stato confermato dalla Guardia di Finanza. Da qui è partita l’inchiesta che è sfociata negli arresti delle ultime ore. All’incredulità iniziale per questi fatti si aggiunge l’amarezza nel constatare che tutto ciò rappresenta un danno enorme all’immagine di chi in Valtellina e Valchiavenna, da sempre, opera con grande onestà e sacrificio".
"La bassa Valtellina nella zona sino al Pian di Spagna – prosegue il presidente di Coldiretti – è a vocazione fortemente agricola e, purtroppo, negli ultimi anni continuiamo ad assistere ad un progressivo depauperamento del settore a causa di inserimenti di capannoni e altri insediamenti cementizi autorizzati dai Comuni". La Coldiretti, in questi anni infatti, ha dovuto battersi in più occasioni contro la riduzione progressiva degli spazi dedicati alle produzioni primarie anche quando si è trattato di discutere per il tracciato della nuova statale 38 che andava ad insistere su terreni che sarebbero stati pagati agli agricoltori a cifre irrisorie.
"Anche in quell’occasione – conferma il presidente – abbiamo dovuto fare una levata di scudi per sostenere i nostri associati perché, pur di fronte ad un’opera giudicata indispensabile, la remunerazione era decisamente troppo bassa. Non si può far pagare il conto sempre e comunque ai coltivatori e a chi, in mezzo a sacrifici di generazioni, è oggi in possesso di aree che suscitano interessi d’altro tipo. Ripeto che quei fatti, riguardanti la Statale 38, ebbero poi una diversa soluzione rispetto a quelli attualmente contestati al presidente Passamonti e agli altri amministratori indagati. Tuttavia anche questo fatto rende l’idea di come l’agricoltura venga trattata spesso come la ruota di scorta rispetto ad altri settori quando, invece, proprio da un uso oculato del territorio e delle sue risorse, deriva il vero benessere e l’attrattiva turistica della Valtellina".
di Paride Dioli
02/12/2011 - Sondrio
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