Tirano, 22 aprile 2010 - Il Municipio di Tirano e la stazione delle Ferrovie Retiche sono state ieri il palcoscenico ideale per la presentazione ufficiale delle tante iniziative per celebrare degnamente l’8-9 maggio il primo secolo di vita del Trenino Rosso del Bernina, di recente divenuto patrimonio dell’Unesco.

 

A coordinare gli interventi, inizialmente nella gremitissima sala del Consiglio, la collega Daniela Castelli. Che ha subito ricordato il primo viaggio del convoglio, il 5 luglio 1910, per percorrere i 61 km da Tirano al cuore della Svizzera, in una tratta che è la più alta d’Europa. Ne parliamo anche nelle cronache nazionali. "Cento anni e non sentirli", questo il motto delle celebrazioni.

 

"E’ un ulteriore tappa del progetto che ha visto il Comune in prima fila per valorizzare questo straordinario mezzo di trasporto - ha detto il sindaco Pietro Del Simone -. Per il miglioramento dell’asse ferroviario Milano-Tirano si sta lavorando. Come pure siamo all’opera per potenziare l’offerta ricettiva di Tirano". "La linea di confine fra i due territori, quello valtellinese e quello dei vicini Grigioni si sta facendo sempre più sottile - ha affermato Massimo Sertori, presidente della Provincia di Sondrio -. Tutte le forze economiche della Valle devono sentirsi coinvolte. Solo 15 giorni fa, con la mia famiglia, ho avuto modo di apprezzare le qualità del Trenino Rosso. È un esempio di efficienza da seguire".

 

Gli ha fatto eco l’assessore al Turismo Alberto Pasina: "Ho caldeggiato questa felice sinergia tra pubblico e privato. Il Trenino farà parte dei pacchetti turistici dell’intera Valtellina". "In occasione dei festeggiamenti - ha annunciato Silvio Briccola, vice dg delle Ferrovie Retiche - presenteremo qui i nuovi elettrotreni con viaggi-prova gratuiti". E Alessandro Della Vedova, presidente della regione Val Poschiavo: "Questa iniziativa va nella direzion del consolidamento dei rapporti fra i due territori confinanti".

 

E un’altra interessante iniziativa è stata annunciata dal numero uno del Cantone dei Grigioni, Claudio Lardi: "Alla costruzione della Ferrovia, entrata a far parte del patrimonio dell’umanità grazie anche all’importante sostegno degli amici valtellinesi, a cui garantiamo l’appoggio per ottenere analogo riconoscimento per i vigneti terrazzati (la richiesta è stata rimandata a settembre, ha precisato Sertori: ndr), hanno lavorato circa 3 mila italiani, tantissimi provenienti dalla Valtellina. Al loro importante lavoro di “soldati” è dedicato un libro, bilingue tedesco e italiano, che sarà presentato a metà giugno".

 

"Queste giornate - ha affermato Franco Imperial, presidente della Cm di Tirano - suggellano un rapporto importante fra 2 comunità che spesso portano avanti progetti comuni". Nel suo intervento il presidente del Credito Valtellinese (il più importante sponsor privato: ndr), Giovanni De Censi, ha posto l’accento sul fatto che "una banca del territorio come il CreVal non poteva essere assente a un’iniziativa tesa a valorizzare due territori vicini accomunati da tanti fattori ma anche per gli importanti risvolti positivi sul lavoro". "In questo progetto - ha aggiunto Miro Fiordi, ad e dg del Credito Valtellinese - si incontrano due aziende, la nostra Banca e le Ferrovie Retiche, che sono centenarie e in ottima forma. Entrambe vengono da lontano e insieme stanno collaborando per celebrare al meglio questo importante evento".

 

Poi tutti alla stazione elvetica per assistere al primo viaggio della motrice con la scritta "Valori senza confini Credito Valtellinese", da Poschiavo a Tirano, con due "macchinisti" d’eccezione, Fiordi e De Censi: "Per 2 anni ci sarà questa speciale carrozza".