Dopo la frana sulla 36
Replica autotrasportatori

Paolo Uggé presidente della Federazione autotrasportatori ha affermato: "Le categorie produttive escono penalizzate da questo blocco inatteso delle comunicazioni lungo la statale 36 e dall’attuale funzionamento a singhiozzo. Ma a penalizzarle è anche la lentezza con la quale si sono mossi i rappresentanti delle istituzioni valtellinesi"

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Sondrio, 5 febbraio 2010 - Dopo la frana, le beffe dell’Anas che ha appaltato i lavori della galleria del Monte Piazzo rispetto a quelli della "bretellina" di collegamento per lo svincolo di Dervio che, a detta della Provincia, erano della massima urgenza e priorità, prima di bloccare le canne della superstrada.

 

Ma tant’è: pare proprio che su questa inefficiente e martoriata viabilità si abbatta una sorta di sfortuna atavica senza fine, degna del teatro di Euripide, che finisce col penalizzare tutti e tutto, dagli autotrasportatori alle imprese che a loro si affidano, per arrivare ai turisti e ai lavoratori che fanno la spola nel fine settimana o piuttosto durante i giorni lavorativi. Così anche i turisti latitano. A Bormio e Livigno si spera nel salvagente degli sciatori stranieri, soprattutto dell’Est.

 

Parlare di "destino perfido e baro" diventa un non senso di fronte alla levata di scudi delle categorie produttive, primi fra tutti gli industriali del presidente Mainetti, poi gli operatori turistici che, senza fare la voce grossa, ma con determinazione, accusano la classe politica di trastullarsi tra passerelle pre-elettorali e proclami di facciata ai quali non sono seguiti atti concreti. Insomma, non c’è stata una "calata a Roma" per dare la sveglia a chi di dovere, a partire dal problema della frana, ma, soprattutto per il temuto avvio dei lavori sulla Ss 36 senza la "via d’uscita" agevole dello svincolo di Dervio. Il problema è stato sollevato dalla Provincia, ma è rimasto circoscritto alla stampa locale. Al punto da suscitare il disappunto persino del presidente della Federazione autotrasportatori Paolo Uggé che è stato parlamentare nelle fila della maggioranza e di queste cose se ne intende.

 

"Le categorie produttive escono penalizzate da questo blocco inatteso delle comunicazioni lungo la statale 36 e dall’attuale funzionamento a singhiozzo. Ma a penalizzarle è anche la lentezza con la quale si sono mossi i rappresentanti delle istituzioni valtellinesi – accusa Paolo Uggé presidente della Federazione autotrasportatori italiani (Fai) - primi fra tutti gli esponenti politici di maggioranza che sono stati mandati a Roma. Mi aspettavo un intervento immediato, il giorno dopo la caduta della frana, da parte dei parlamentari valtellinesi, per chiedere al Governo alcuni interventi urgenti e indifferibili di elementare evidenza che non si limitassero a un generico sollecito a rendere al più presto transitabile la strada.

 Infatti si tratta di chiedere immediatamente uno “stato di crisi temporaneo” per le imprese della valle che subiscono contraccolpi dagli aumenti dei costi nell’autotrasporto. Ciò significa, in particolare, un abbattimento dei contributi che serva ad abbassare i costi. Sono poi rimasto allibito di fronte alle dichiarazioni del sindacalista dell’Orsa, la sigla che ha dichiarato in quei giorni anche uno sciopero dei treni. In sostanza lui ha detto che se glielo avessero chiesto, avrebbe potuto anche sospendere le agitazioni e lo sciopero.

Mi pare evidente che, se glielo avessero chiesto, magari avrebbe opposto un rifiuto ma, almeno, che ci avessero provato. Nulla. Infine, può darsi che in queste ore si stia facendo strada, finalmente, un intervento parlamentare. C’è stata una interrogazione dell’onorevole Condurelli di Lecco (Pd), perché è originaria di Teglio e conosce la realtà valtellinese, mentre dai banchi della maggioranza dove pure siedono dei valtellinesi, si è aspettato che si muovessero gli altri".

di Paride Dioli

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