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La frana sulla Statale 36
è costata 600mila euro
alle aziende della Valle

Gli imprenditori di Confindustria lamentano oneri aggiuntivi. "A questi si aggiungono ulteriori danni subiti dalle imprese manifatturiere che avevano merci in spedizione o in arrivo" - ha commentato il presidente Paolo Mainetti

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Il presidente di Confindustria Sondrio Paolo Mainetti
Il presidente di Confindustria Sondrio Paolo Mainetti

Sondrio, 4 febbario 2010 - Oltre i disagi provocati dalla frana caduta sulla Superstrada 36, rimasta chiusa al traffico per una settimana, Confindustria Sondrio lamenta il costo 600mila euro di oneri aggiuntivi, nel periodo di chiusura della strada, per le sole imprese di autotrasporto che utilizzano mezzi pesanti.

 

"A questi si aggiungono ulteriori danni subiti dalle imprese manifatturiere che avevano merci in spedizione o in arrivo - ha commentato il presidente degli Industriali Paolo Mainetti -. La sensazione è che non si fosse assolutamente preparati ad un simile evento, infatti è passato un giorno o due prima che si arrivasse ad una gestione efficiente dell’emergenza creatasi".

 

L’importante arteria di comunicazione che permette l’ accesso alla provincia di Sondrio, dopo la chiusura totale di 7 giorni, è ora aperta con una sola corsia per un periodo di circa due mesi. A questo proposito Confindustria sottolinea i disagi per le imprese, nella difficoltà di consegna delle merci e dell’approvvigionamento delle materie prime fuori provincia. Preoccupazioni vengono espresse anche in seguito al prossimo avvio dei lavori di consolidamento della galleria "Monte Piazzo" sulla S.S. 36, nei pressi di Colico, che avranno una durata presunta di 2 anni.

 

"Gli Industriali si associano alle preoccupazioni espresse di recente dall’amministrazione provinciale, - si legge nella nota dell’Unione - che ha evidenziato come il mancato completamento del tratto sullo svincolo di Dervio potrebbe precludere la messa a punto di percorsi alternativi per il transito dei mezzi pesanti, con conseguenze di congestione del traffico". "Il presidente Sertori mi ha garantito il suo massimo impegno ed ho molta fiducia nel suo operato - ha proseguito Mainetti -. C’è da augurarsi che la possibilità di pianificare tempi e modi della chiusura, faciliti la viabilità, anche attraverso soluzioni tecniche plausibili quali l’esecuzione notturna dei lavori o restringimenti parziali della carreggiata".

 

I problemi creati dalla frana nella scorsa settimana hanno posto le basi, secondo Confindustria, per sostenere l’ipotesi dei trafori alpini, come unica soluzione al rischio di isolamento della Valle. "In una prospettiva strategica di lungo periodo, non possiamo che rilanciare fortemente l’idea dei trafori alpini della Mesolcina e del Mortirolo - conclude Mainetti -. Quest’ultimo, si configura come un’opera stradale inderogabile, l’unica alternativa reale alla S.S. 36".

di Eleonora Magro

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