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Il Wwf valtellinese si mobilita
per i distributori dell'acqua

In due incontri successivi tenutisi con gli assessori all’Ambiente dei comuni di Talamona e Morbegno il Wwf ha chiesto un impegno per realizzare, in tempi brevi, anche in Valtellina, la prima "Casa dell’acqua"

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IL nuovo sistema delle acque (Zani)
IL nuovo sistema delle acque (Zani)

Morbegno, 5 gennaio 2010 - ll WWF valtellinese si mobilita sul tema acque, e per incentivare un maggiore utilizzo dell’acqua dell’acquedotto, dell’"Acqua del sindaco", in controtendenza ad un uso sempre maggiore, anche in Valle, delle acque minerali di etichetta, confezionate e imballate.

 

"Un maggiore interesse e sensibilità sul tema – fanno sapere dall’associazione ambientalista – è argomento all’ordine del giorno nell’agenda amministrativa provinciale. L’impegno manifestato dal presidente Sertori per salvaguardare i corsi d’acqua residui è importante. Ma purtroppo convive con scelte più generali, di visione nazionale, che vanno verso la completa privatizzazione di aziende pubbliche per l’erogazione e degli acquedotti. Noi crediamo – aggiungono – che in Valtellina dovrebbe nascere un “comitato acqua” per coordinare le iniziative a sostegno di questa grande risorsa per l’economia del territorio, e affinché un bene primario non debba essere trattato come una merce. Crediamo anche che bisognerebbe incentivare l’uso dell’acqua di tutti, a tavola".

 

Così, seguendo questo input, in due incontri successivi tenutisi con gli assessori all’Ambiente dei comuni di Talamona e Morbegno il Wwf ha chiesto un impegno per realizzare, in tempi brevi, anche in Valtellina, la prima "Casa dell’acqua". "E’ una iniziativa buona – afferma il presidente del sodalizio di tutela dell’ambiente, William Vaninetti – in Italia ancora troppi cittadini non si fidano, per bere, dell’acqua del rubinetto. Nonostante l’uso risulti più comodo rispetto all’acquisto delle pesanti confezioni e nonostante il risparmio lampante (rapporto 1 a 100) . Così – aggiunge – sulla falsariga di quanto già avviene in decine di comuni del milanese e della Brianza chiediamo di mettere anche qui le casette".

 

Non sono iniziative commerciali: si tratta, spiegano, di piccole strutture di erogazione, che vengono installate in uno spazio modesto, su 20 fino a 40 metri quadrati: ospitano un impianto in grado di fornire gratuitamente o con un modesto contributo economico acqua al naturale, leggermente gassata, a temperatura ambiente o leggermente refrigerata. Un servizio simile a quello fornito dalle casette del latte.

di Danilo Rocca

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