Notizie Sondrio
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
POLEMICA

POLEMICA

di PARIDE DIOLI
— SONDRIO —
«IL CANONE per smaltire le acque reflue non va pagato se il Comune non ha impianti di depurazione funzionanti e a norma. Anzi, abbiamo chiesto anche ...
Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande
2009-01-08
di PARIDE DIOLI
— SONDRIO —
«IL CANONE per smaltire le acque reflue non va pagato se il Comune non ha impianti di depurazione funzionanti e a norma. Anzi, abbiamo chiesto anche il pagamento degli arretrati degli ultimi 10 anni per chi ha pagato e non ha ottenuto il servizio». La Federconsumatori preannuncia azioni legali contro le amministrazioni che dovessero chiedere ugualmente il pagamento.

«A CHI NON HA USUFRUITO di questo servizio dev’essere riconosciuto il diritto a non pagare come ha stabilito la Corte costituzionale - dice Alberto Montani (nella foto) responsabile provinciale della Federconsumatori - e se i Comuni insisteranno, la nostra associazione adirà alle vie legali. Abbiamo avvisato per lettera i Comuni che non depurano o depurano male le acque e, sin’ora, ci hanno risposto positivamente solo i sindaci di Colorina e Fusine, mentre un terzo sindaco si è riservato di valutare la questione. Ma con gli altri che fanno orecchie da mercante, se dovessero riscuotere ugualmente i canoni, andremo in tribunale. Non ci sono altre vie d’uscita».
L’azione promossa dall’associazione dei consumatori si basa su una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittino l’articolo 14 della legge del 1994 (relativamente al primo comma) che si occupa di “Disposizione in materia di risorse idriche”: infatti in quella norma di legge si prevede che la quota relativa al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi». Non trattandosi di una tassa imposta, ma di una tariffa con relativo canone, è evidente che non può essere fatta pagare se il servizio non viene fornito. L’illegittimità è poi stata dichiarata dalla Corte anche a proposito di un altro articolo che fa parte del Decreto legge del 1996 riguardante le Norme in materia ambientale, dove è scritto che la quota relativa al servizio di depurazione è dovuta «anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi».

«INSOMMA la Corte costituzionale stabilisce chiaramente - prosegue Montani - che tale quota, pagata finora da tutti gli utenti del servizio idrico, non può essere considerata alla stessa stregua di una tassa, ma il corrispettivo di un servizio che non viene erogato nel caso in cui manchino gli impianti. Naturalmente i cittadini che, in un modo o nell’altro, si trovassero a dover pagare questi importi indebiti - spiegano alla Federconsumatori di Sondrio - possono rivolgersi alle nostre sedi, così da poter recuperare le somme ingiustamente versate sia per quest’anno che eventualmente, anche per gli ultimi 10 anni».
I Comuni che pretendono il canone, pur non avendo alcun tipo di depurazione sono una ventina in provincia. «Ma ve ne sono molti di più che hanno depuratori mal funzionati o mal gestiti, o che hanno aderito a consorzi che non garantiscono una depureazione efficace. Quindi il numero di chi non può esigere tariffe viene praticamente a raddoppiare. Aspettiamo ancora qualche giorno per dar tempo alla burocrazia di trovare la formula per rimediare a questo inghippo. Ma poi la denuncia sarà automatica».









Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro