Sesto San Giovanni (Milano), 18 giugno 2017 - Gli eserciti sono schierati. Le fila sono serrate. La seconda parte della campagna elettorale di Sesto San Giovanni è ora decollata. Dopo il sorprendente accordo di apparentamento siglato tra Roberto Di Stefano (centrodestra) e Gianpaolo Caponi, candidato del Polo civico Sesto nel Cuore e rimasto fuori dal ballottaggio per un soffio, adesso è la volta dei movimenti in casa del centrosinistra. Venerdì sera la Lista Popolare X Sesto, rappresentata da Sandro Piano, ha approvato l’adesione allo schieramento di Monica Chittò nel corso dell’assemblea dei suoi sostenitori all’Hotel Abacus.

Se si guarda ai risultati del primo turno, i numeri sono oggettivamente diversi tra il polo civico di Caponi, che ha raggiunto quota 24,24 per cento (7.371 voti), e Sandro Piano, che è arrivato al 3,47 per cento (1.056 voti), tuttavia gli addetti ai lavori sono sempre portati a pensare che il primo turno elettorale e il ballottaggio abbiano due storie politiche completamente diverse. Ieri mattina il centrodestra e le liste di Caponi hanno schierato ben 25 gazebo su tutto il territorio per diffondere la notizia dell’accordo tra i due schieramenti e rafforzare il consenso. Il centrosinistra ha avviato una campagna di comunicazione porta a porta che punta prima di tutto a portare al voto scontenti e delusi.

Quei 30mila elettori che al primo turno hanno disertato le urne, dando un preciso segnale di protesta. Il sindaco uscente Monica Chittò e Sandro Piano sono due "vecchie conoscenze". Piano è già stato assessore nella giunta Chittò, ma poco più di un anno fa è stato stato protagonista di uno strappo che ora appare ricucito. "Sulla base di programmi comuni", dicono i due.

"Abbiamo deciso di accelerare su un piano di riqualificazione urbana della città costruita, di procedere rapidamente alla chiusura del forno inceneritore - affermano i due -. Ma abbiamo concordato anche al rafforzamento delle politiche di sicurezza con l’aumento dell’organico delle polizia locale fino ad arrivare a 100 agenti e l’utilizzo della nuova legge Minniti, che conferisce maggiori poteri ai sindaci". Il centrosinistra ha aperto in modo significativo alla Lista Popolare: si parlerebbe addirittura di un rappresentate come vicesindaco. Ma Piano avrebbe chiesto anche il taglio delle società pubbliche in città e una riorganizzazione della macchina comunale per ridurre i costi.