Sesto San Giovanni (Milano), 13 giugno 2017 - E' una Sesto San Giovanni decisamente meno rossa quella che si è svegliata ieri mattina, dopo la prima tornata elettorale. Un elettorato ammezzato – e ammazzato – dall’astensionismo, che sceglie le coalizioni tradizionali: centrosinistra da una parte e centrodestra dall’altra. Tuttavia, eliminando chirurgicamente le ali estreme. Così, da un lato, nell’ormai ex Stalingrado d’Italia, esce di scena Fratelli d’Italia (2,30%). Ma dall’altro, nella vecchia città operaia, la sinistra evapora. L’esperimento de La Fabbrica, nonostante il maquillage di civismo, non convince gli elettori e si ferma al 2,60% (749 schede). Una percentuale che, con tutta probabilità, la farà stare fuori dall’aula anche in caso di vittoria di Monica Chittò. Cinque anni fa, come Sel, la lista prese il 4,81%. Una manciata di voti in più (854) per Sinistra in Movimento (leggi Rifondazione), che crolla al 2,96% contro il 4,54% del 2012 come Federazione della Sinistra. Dentro la FdS c’era anche un pezzo dei Comunisti Italiani che in questo giro hanno preferito presentarsi da soli come Sinistra Alternativa con l’ex assessore Giovanni Urro, il professore con l’eschimo: per la lista "sfacciatamente comunista", 1,72% e 497 voti.

In questo scenario, la débâcle è del Partito Democratico. Resta il primo partito in città, ma scende vertiginosamente al 20,83% con 6.006 voti. Alle Amministrative del 2012, quelle segnate dall’inchiesta sul Sistema Sesto, si era registrato al 27,14% con 8.064 schede. Significa 2.058 voti persi per strada, la metà di quelli della coalizione. Alle Comunali del 2007 dell’Oldrini bis l’allora Ulivo prese il 35%. Il risultato migliore resta il 46,47% delle Europee 2014. Così, l’unico risultato positivo del Pd è quello dell’area cattolica. È la renziana Roberta Perego a fare il record di preferenze (319) nella lista e come assessore uscente rispetto a tutti i colleghi. Bene anche Umberto Leo (191) e Nicola Lombardo (157). A colmare il vuoto alla sinistra del Pd e della coalizione non ci è riuscita la civica del sindaco "Insieme con Monica Chittò". Nonostante la grande sovraesposizione dei mesi di campagna elettorale, si ferma al 4,77% (1.375 voti), facendo peggio di tutte le altre liste collegate ai candidati: Per Caponi Sindaco raggiunge il 6,85% (1976) e Di Stefano Sindaco supera il 6,88% (1.985).