Sesto San Giovanni (Milano), 27 giugno 2017 - Il telefono ha squillato per tutta notte e mattina. «Ho sentito Monica Chittò. Le ho comunque fatto i complimenti per la sua passione e per aver amministrato la città in questi anni. Mi hanno chiamato il presidente Silvio Berlusconi e il Governatore Roberto Maroni. Ah, mi dicono che mi ha cercato anche Beppe Sala, ma non sono riuscito ancora a rispondere». Roberto Di Stefano si insedierà ufficialmente oggi in Comune. Ieri ancora un vortice di interviste e apparizioni Tv per il neosindaco sestese di Forza Italia, il primo di centrodestra dal Dopoguerra a oggi. Che, come benvenuto, ha trovato in piazza della Resistenza e via Oriani tre scritte in stampatello, a vernice bianca, sull’asfalto, che sono state rimosse: «Fuori i fascisti dal Comune», «Questa vergogna non ce la meritavamo», «Sestesi avete votato il peggiore. Ve ne accorgerete!!!».

«Sono già andato in municipio a conoscere il segretario generale. Abbiamo chiesto i documenti della dotazione organica: dipendenti a tempo determinato, indeterminato, quelli scelti da Chittò con mandato fuduciario del sindaco. Vogliamo subito mettere la testa dentro la macchina comunale». Da oggi gli incontri con gli uffici e la predisposizione di alcuni atti. «Oltre a quelli da espletare subito, abbiamo in mente di affidare a una società di settore una due diligence per analizzare e certificare il bilancio e i conti dell’ente. Un operatore terzo, esterno e imparziale, ci darà una fotografia analitica e approfondita dello stato economico-finanziario del nostro Comune. Da lì partiremo per predisporre il nostro progetto di città, programma elettorale alla mano».

Si parte dall’ordinaria amministrazione. «Che in questi anni è stata del tutto carente. Pensiamo a un piano di manutenzione di strade e verde. Poi riqualificheremo gli ascensori delle scuole, visto l’imbarazzo di averli avuti mal funzionanti durante le elezioni. Attueremo una lotta feroce alle microdiscariche: istituiremo un ispettore anti-degrado e un gruppo di pronto intervento». Ci sono poi i grandi progetti, come la Città della Salute, e i cavalli di battaglia, come il “no” alla moschea. Che resta per il maxiprogetto, linea più morbida sul prefabbricato attuale. «Serve una struttura per la preghiera della comunità locale, non per togliere i problemi a Milano. Contatterò l’Imam di Sesto per verificare la disponibilità alla firma di un protocollo che tuteli sicurezza e trasparenza. Ho già chiesto formalmente i bilanci e l’elenco dei finanziatori». Venti giorni di tempo per presentare la squadra. «Stiamo smaltendo la sbornia elettorale, da domani (oggi, ndr) ci penseremo». Oltre ad Angela Tittaferrante, nome già annunciato, la Giunta «dovrà essere formata da persone del territorio e competenti nella materia assegnata». Gianpaolo Caponi viene dato per vicesindaco. «Non ne abbiamo ancora parlato – ribatte l’avvocato -. Sono a disposizione ma non alla ricerca di poltrone».