Sesto San Giovanni (Milano), 4 ottobre 2016 - Mentre prosegue l’assemblea permanente all’interno dello stabilimento di Sesto San Giovanni, i lavoratori di General Electric e i sindacati questa mattina, martedì 4 ottobre, hanno organizzato un presidio per dire "no" ai licenziamenti, annunciati dalla multinazionale americana settimana scorsa davanti al ministero. Così, alle 7.30 hanno sostato con gli striscioni davanti alla sede di Ge in via Melchiorre Gioia a Milano e alle 11 la mobilitazione si è spostata in Prefettura in corso Monforte.

"I lavoratori di General Electric, che ha intascato cospicui finanziamenti pubblici, non chiedono ammortizzatori sociali, ma rivendicano il blocco dei licenziamenti e il mantenimento in attività dello stabilimento", hanno spiegato i dipendenti ex Alstom. Una mossa per prendere tempo, perché le lettere di licenziamento potrebbero arrivare da un momento all'altro, vista la decisione di procedere in modo unilaterale, annunciata da Ge pochi giorni fa. "Siamo stati ricevuti dal Prefetto, che ha denunciato l'atteggiamento dell'azienda - spiega Marcello Scipioni, segretario Fiom Milano -. Le istituzioni si adopereranno per una pronta riconvocazione del tavolo presso il ministero". Dove la linea di sindacati, Comune, Regione e Governo resta la stessa: scongiurare la chiusura del sito produttivo di Sesto. "Non si può saccheggiare uno stabilimento come questo di know how, tecnologie, innovazione e brevetti per portarli chissà dove . commenta Scipioni -. Parliamo di una tradizione storica di eccellenza, dell'eredità della Ercole Marelli".

In serata è arrivato anche un ulteriore sostegno dal senatore Pd Franco Mirabelli che in un intervento a Palazzo Madama ha chiesto "al Governo di convocare General Electric per esplicitare la volontà di non lasciare che venga disperso il patrimonio di produzione e lavoro che Ge ha rilevato da Alstom".