Sesto San Giovanni (Milano), 16 giugno 2017 - Ha tante storie da raccontare e lo fa attraverso l’arte. Francesca Candito, pittrice classe 1975, è stata la protagonista della mostra sestese «Volti dell’anima». L’esposizione appena conclusa ha portato nei locali di Villa Puricelli Guerra un tema attuale: l’immigrazione. «Il mio obiettivo era mettere una nota di silenzio su un tema di cui si parla troppo», spiega l’artista. Proprio per rappresentare «il silenzio», i suoi quadri partono sempre da un fondo nero in acrilico, su cui vengono applicati i collage.

«E dal nero faccio emergere le storie di ognuno. Volevo guardare il tema da un lato diverso, quello delle storie. Ogni opera, o volto porta con sé qualcosa. Le persone non vengono connotate e non hanno la pelle scura, per togliere il filtro di pregiudizio. E per fare in modo che ci si possa rispecchiare. C’è sempre un fil rouge: noi e loro. Noi come loro». E tutto questo, i tanti sestesi che hanno visitato la mostra lo hanno ben compreso. «Sono soddisfatta del bel riscontro ottenuto dal pubblico, le persone uscivano emozionate. Ed era quello che volevo». Perché il messaggio che Francesca voleva lanciare, chiaro, era la necessità dell’empatia. «Un sentimento che purtroppo nella nostra società manca». Nelle storie raccontate dalla pittrice c’è tanto di reale. «Sono storie vere, gente conosciuta direttamente o attraverso letture. Sono una persona curiosa, leggo molto e poi riporto tutto con la mia interpretazione artistica». Un’interpretazione artistica che l’ha portata a ottenere grandi risultati. Francesca infatti ha da poco ottenuto il primo posto della critica per il premio Cascella, riconoscimento internazionale di arte contemporanea, concorrendo con il dipinto “Il re nudo”. «Opera che rappresenta la menzogna e a cui ho voluto dare anche una chiave positiva. Se la denunciamo, la menzogna, possiamo svelarla», conclude.