Paderno Dugnano (Milano), 6 ottobre 2017 - Una rete antiviolenza, per permettere alle donne e a tutte le vittime di riscoprire le proprie risorse e riscattarsi. È appena stata rinnovata la collaborazione tra il Comune di Paderno e l’associazione White Mathilda, per la gestione di uno sportello antiviolenza. «È importante lavorare in squadra, collaborando con l’amministrazione e consolidando quel rapporto di fiducia», spiega Luisa Oliva, presidente di White Mathilda. L’associazione è nata nel 2010, da un’idea di un gruppo di amiche. L’ispirazione è arrivata quando è stato introdotto il reato di stalking, un tema su cui l’associazione è molto attiva.

«Siamo partiti da Desio, poi ci siamo spostati a Limbiate - racconta Oliva - La collaborazione con il Comune di Paderno si è avviata nel novembre 2010, con le iniziative legate alla giornata mondiale contro la violenza. Qualche anno dopo si è aperta anche la possibilità di creare uno sportello in città». Oggi lo sportello è attivo a Tilane, ogni lunedì dalle 14.30 alle 17.30. Ed è presente anche a Limbiate e Arcore. Il team è costituito da 28 persone. Un gruppo di professionisti, avvocati, psicologi e volontari.

«Lavoriamo molto sulla prevenzione - aggiunge Oliva - Gli atteggiamenti di stalking non vanno confusi con atti di amore. Per questo sono necessari i suggerimenti, l’informazione». Un lavoro che oggi diventa sempre più importante, con l’avvento delle nuove tecnologie. «La violenza è sempre esistita, ma cambiano gli strumenti. Se prima gli stalker utilizzavano principalmente la tecnica dell’appostamento, adesso c’è internet». Per questo White Mathilda svolge una serie di interventi nelle scuole, contro bullismo e cyberbullismo. «Partiamo dai giovani e l’obiettivo è trasmettere il senso del rispetto. Svolgiamo poi attività nei Comuni, serate divulgative, aperte a tutti». L’associazione oggi ha 528 casi aperti, di questi 118 sono a Paderno. Aumentano richieste e telefonate di aiuto, ormai quotidiane. Ma uscire dalla violenza è possibile. «Una donna che ama la vita è chi, in un momento di estrema difficoltà, conserva in sé una parte di «rosa», che le permette di lottare e di farsi aiutare», conclude la presidente.