Sesto San Giovanni (Milano), 7 dicembre 2017 - Il tour dei presepi è iniziato ieri mattina alle 11. Il sindaco è arrivato alla primaria Martiri della Libertà con in mano una capanna di legno con dentro le statuine della Natività. Il regalo, che l’amministrazione vuole fare agli istituti scolastici della città, è già stato «prenotato» da tre plessi: giovedì prossimo sarà la volta della elementare Galli.

«È stato un bellissimo momento e i bambini sono rimasti particolarmente contenti di questo omaggio – racconta Roberto Di Stefano – È importantissimo salvaguardare la nostra identità, le nostre tradizioni, i nostri valori in un momento storico in cui, per paura o buonismo esasperato, si tende a nascondere i nostri simboli o le nostre usanze, creando divisioni e dimenticando la nostra cultura. Noi vogliamo invece valorizzare i presepi e il Natale».

Tanto che in municipio ne sono spuntati addirittura due, ieri pomeriggio. Il primo si trova al pianoterra, nella hall. Un pezzo moderno, con tanto di luci colorate, che è stato realizzato dall’artista Gaetano Petruzzi e inaugurato insieme al Comitato per il Presepe. Il secondo si trova invece all’esterno, immerso nel prato della salita che porta al palazzetto comunale: i pannelli di legno, dipinti a mano, sono stati creati dagli studenti dei Salesiani di Sesto.

Tra sacro e profano, oggi alle 16,30 sarà ufficialmente acceso l’albero di Natale che settimana scorsa è stato installato in piazza Petazzi, davanti alla basilica di Santo Stefano grazie alla Proloco, ai commercianti e all’associazione Pugliesi di Sesto. E se come ogni anno è ripartita la rassegna «Il sacro in musica», con i concerti nelle chiese, in programma resta pure la biciclettata di Babbo Natale con i volontari Avis del 17 dicembre con tanto di appello dell’amministrazione per trovare nuove «comparse» in abito rosso.

La campagna pro presepe non ha mancato di suscitare polemiche e ironie. Così, c’è chi propone la consegna di panettoni per «valorizzare le radici lombarde» e chi come Nicola Lombardo parla di «miracolo natalizio». «Il sindaco ha scelto di invertire la rotta e spendersi nelle politiche di integrazione e accoglienza – commenta il segretario cittadino del Pd – Il presepe è parte integrante della nostra cultura e narra la storia di una famiglia giunta in terra straniera, profuga, senza aiuti e riparo. Ci piace la conversione del sindaco, perché crediamo sia un impegno alla cura degli ultimi, dei più fragili, dei più piccoli, di qualunque Paese, razza e religione».