Sesto San Giovanni (Milano), 16 luglio 2017 - E' libero di andare dove desidera, D. A., il 27enne senegalese che il 23 giugno scorso aggredì un cittadino e il comandante della polizia locale Pietro Curcio in piazza del Rondò a Sesto San Giovanni. In buona forma fisica, altissimo e sempre ben vestito, l’uomo è comparso davanti ai giudici il 13 luglio scorso accompagnato dal suo avvocato. Ha chiesto e ottenuto che il processo possa celebrarsi con rito abbreviato, ma soprattutto ha portato a casa due importanti vittorie: non sarà chiamato a rispondere di resistenza, per quella colluttazione avuta con un cittadino, e non dovrà più sottostare agli obblighi di dimora che i giudici gli avevano imposto quando comparve per la prima volta davanti ai giudici monzesi.

Dunque continua ad avere risvolti quasi paradossali questa vicenda che era esplosa nel pieno della campagna elettorale sestese. Lo straniero aveva avuto una prima discussione con i controllori dell’Atm perché viaggiava in metropolitana senza biglietto. Fuggendo verso l’esterno della stazione Rondò, si imbatté dapprima in un cittadino sestese che credendolo uno scippatore si mise sulla sua strada e tentò di fermarlo, ricevendo un pugno e alcuni calci alla sua bicicletta. Poi venne affrontato dal comandante della polizia locale di Sesto, Pietro Curcio e dai suoi uomini. E mentre cercavano di bloccarlo partì un colpo, forse una manata, che colpì al naso l’ufficiale procurandogli la frattura del setto. Il risultato fu di due persone trasportate in ospedale e medicate. Il pensionato venne addirittura tenuto in osservazione per sospetto trauma cranico. D. A., venne invece fermato e rilasciato già dopo poche ore.

Nonostante la sua residenza fosse tra Brescia e Verona, gli venne imposto di dimorare a Sesto, con l’obbligo di non uscire da casa tra le 9 della sera e le 7 del mattino. Un provvedimento che fece già indignare molti dei sestesi che avevano vissuto quella tremenda aggressione. Oggi si torna a discutere di lui. Il processo è stato aggiornato al 20 luglio, ma nel frattempo D.A. sarà libero, in quanto i giudici hanno ritenuto l’esperienza del carcere e del processo "un effetto deterrente" per un eventuale pericolo di recidiva. Nessun riferimento è stato fatto, però, a un precedente episodio che veniva imputato al giovane. A quanto era stato riferito nei momenti seguenti l’aggressione, D. A. era già incappato in una violenta lite con i controllori delle ferrovie, nel febbraio scorso a Rogoredo.