Sesto San Giovanni (Milano), 14 gennaio 2018 - Se a Sesto San Giovanni esistesse “un lato chiaro della forza”, i titolari del Fioraio del Rondò sicuramente ne farebbero parte. Perché l’idea che hanno messo in piedi si basa su aggregazione, socialità, condivisione, altruismo. In breve tempo sono diventati "i pusher" dei rollinz di Star Wars, come vengono scherzosamente definiti ormai da tutti i sestesi. Hanno creato un vero e proprio business, ma totalmente gratuito, organizzando gli scambi dei personaggi da collezione.

L’ultima edizione della raccolta, ispirata alla saga di Guerre Stellari e lanciata da Esselunga, sta impazzando anche a Sesto. Così Lucia Lorusso, insieme a suo padre Antonio e alla madre Giuseppina Carboni, ha avuto un’intuizione. Organizzare gli scambi all’interno del loro chiosco di fiori. Le regole si basano sui principi base di buon vicinato: non serve alcun contributo, nessun obbligo di acquisto in negozio. L’importante è soltanto che lo scambio avvenga “uno a uno”. "Porti un doppione e ne prendi uno, così da dare la possibilità a tutti di completare la raccolta - spiegano -. Li abbiamo praticamente tutti, siamo arrivati a 250 pezzi". Non c’è un orario prestabilito, né è previsto un raduno. In qualunque momento, si può entrare nel chiosco e chiedere di scambiare i rollinz. In breve tempo, la famiglia Lorusso si è fatta conoscere su tutto il territorio. I contatti sono stati tantissimi: 15mila le visualizzazioni su Facebook, telefonate ricevute da tutta Italia, da Bologna a Torino, fino Roma. Ogni giorno si assiste a una viavai di decine di persone, che entrano dal fioraio per cercare Obi-Wan, Bb8 o Kylo Ren, ma soprattutto i rarissimi dorati. Tanti bambini, ma a farla da padrona sono i moltissimi adulti appassionati della saga: un fenomeno sociale del tutto trasversale. L’idea è nata, da un lato, per fare quartiere.

"Siccome ho tre bambini e i miei gestiscono il chiosco di fiori da sempre, abbiamo iniziato a scambiare i rollinz con gli altri commercianti già durante le precedenti edizioni - racconta Lucia -. Perché il Rondò è un po’ come un piccolo quartiere. Questa volta ci è venuta l’idea di organizzarci in modo più strutturato e diventare un punto di riferimento". Dall’altro lato, per combattere chi cerca di lucrare e vende questi pezzi da collezione a prezzi spropositati. "È un’ingiustizia, che ci dà particolarmente fastidio. Così abbiamo pensato a questo servizio gratuito. Qualcuno si offre anche di pagare, ma la nostra idea è tutt’altra". Una scelta in perfetto stile Jedi, degna perfino del più saggio maestro Yoda.