Paderno Dugnano (Milano), 22 aprile 2017 - Una soluzione condivisa è stata raggiunta. Per il momento la metrotranvia Milano-Limbiate proseguirà il servizio. È quanto emerso dalla riunione che si è svolta giovedì pomeriggio. L’esercizio andrà avanti con una frequenza ridotta fino al 10 giugno, data in cui è prevista la chiusura delle scuole. Durante l’estate verrà sospesa la circolazione, per avviare i lavori di messa in sicurezza. Si provvederà ad ammodernare la linea, che corre su un unico binario, e a migliorare il segnalamento, in modo da garantire i requisiti minimi di sicurezza.

Il servizio verrà poi ripristinato a partire da settembre, seppur con una frequenza ridotta e con il potenziamento delle linee degli autobus. E proseguirà per i prossimi due anni e mezzo. Al tavolo giovedì erano presenti i rappresentanti di Regione Lombardia e dei Comuni della tratta (Milano, Paderno, Limbiate, Cormano e Varedo), Metropolitana Milanese, Città Metropolitana di Milano, Provincia di Monza e Brianza, Atm e Ustif, l’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi. Qualche perplessità però rimane, perché la questione della tranvia è veramente senza fine. Ustif aveva espresso dubbi sulle condizioni di sicurezza della linea. Nel frattempo, pochi giorni fa, il governo nazionale ha annunciato l’arrivo di un maxi finanziamento da 58,9 milioni di euro, cioè il 60 per cento del costo, per la realizzazione del progetto. Ma i nodi e le perplessità sul futuro rimangono. "Si tratta di un finanziamento che non risolve il problema di domani, ma guarda soltanto al lungo periodo - commenta Andrea Tonello, assessore di Paderno a Infrastrutture e Lavori pubblici, che era presente all’incontro di giovedì -. Personalmente sono un po’ deluso dall’atteggiamento di Atm, che aveva abbozzato una “soluzione non-soluzione”, quella di chiudere la linea per 24 mesi. Poi, tutti insieme, ci siamo impegnati per giungere a un accordo diverso. Non per una questione “affettiva” ma per una ragione pratica, perché su quella linea viaggiano 7mila passeggeri. Inoltre sembra che questo finanziamento fino ad ora sia stato semplicemente la scusa per Atm di provare a tirarsi indietro, perché i rappresentanti hanno fatto sapere che non vorrebbero investire su qualcosa che poi viene smontato".

Sono tante ancora le domande senza risposta. "Nelle tre ore di riunione non è stato possibile venire a capo di tutto - continua Tonello -. Manca una fotografia delle criticità e non sono venute fuori soluzioni tecniche, ma soltanto politiche. Il problema della sicurezza c’è ancora e la soluzione trovata per il momento è un palliativo, una soluzione tampone. Quello ottenuto giovedì è stato un risultato auspicabile e condiviso, ma ci sono ancora molte perplessità".