Paderno Dugnano (Milano), 10 settembre 2017 - Si chiama “La Pace” l’associazione culturale islamica dietro al progetto di costruzione della moschea abusiva. Un gruppo che a Paderno dovrebbe essersi costituito da poco, ma che potrebbe far capo a una rete più ampia, con sedi anche in zone diverse. Si pensa inoltre che l’associazione potrebbe tornare di nuovo alla carica per provare a richiedere i permessi di costruzione all’amministrazione.

Quei PERMESSI che ora mancavano. Perché, per i lavori in quel piccolo seminterrato di via Derna, le richieste non erano mai pervenute. Per il sindaco Marco Alparone è proprio questo il tema caldo: l’abuso edilizio. "Ognuno viene dal suo mondo, ma quando ci si incontra è fondamentale che le normative vengano rispettate - chiarisce -. Si sta perdendo la traccia delle regole, ma è sul rispetto di queste che dovrebbero fondarsi i principi della convivenza. Quello spazio non poteva certo essere adibito a luogo di culto". La polizia locale, intervenuta per un controllo, aveva scoperto alcuni operai al lavoro per conto dell’associazione islamica “La Pace”. I cantieri erano appena avviati: era stato realizzato soltanto l’impianto idrico. Tutto il resto era in fase di progettazione. A chiarire di cosa si trattava sono stati il disegno di una camera Imam, identificata come un luogo di preghiera, e il cartello con la richiesta di raccolta fondi scritto in lingua araba. Del fatto che dovesse diventare una moschea ormai non c’è dubbio. Tutto è venuto alla luce per un semplice controllo. "Quando la polizia locale ha notato i movimenti degli operai ha voluto verificare di persona. Quella zona è spesso pattugliata a causa delle sue criticità - puntualizza il sindaco -. Gli agenti si sono fermati banalmente per chiedere di visionare i permessi di costruzione, ma erano sicuri che li avessero". Il quartiere del Villaggio Ambrosiano è noto oltretutto per la presenza di tante persone di religione musulmana. Ma pare che dietro al progetto non ci fosse una grande organizzazione e molto era lasciato al caso.

"Basti pensare che non avevano nemmeno messo in conto di dover chiedere i permessi", commenta Alparone. Anche la scelta del luogo, un piccolo seminterrato di un centinaio di metri quadri, fa pensare a una scarsa progettualità. La polizia locale ha inviato la segnalazione agli uffici comunali. Che subito hanno notificato la sospensione del progetto e il ripristino dello spazio. L’associazione riceverà anche una sanzione amministrativa.