Sesto San Giovanni (MIlano), 11 agoto 2017 - Sono scaduti ieri i termini per la comunità musulmana, dopo la lettera di diffida inviata dagli uffici comunali sulle presunte inadempienze tecniche che hanno causato il primo stop alla realizzazione della grande moschea, quella futura da 2.450 metri quadri in via Luini.

Il centro culturale islamico aveva infatti 20 giorni di tempo per rispondere nel merito e dimostrare di essere in regola rispetto alle contestazioni sollevate dal municipio. «Ora i nostri tecnici verificheranno se la comunità ha dato compimento agli adempimenti previsti – annuncia l’assessore al Demanio Claudio D’Amico -. Nel caso contrario, si arriverà alla decadenza della convenzione stipulata a suo tempo con l’ente». A oggi non ci sono stati passi avanti rispetto alle richieste dell’amministrazione. Le rate del diritto di superficie non sono state saldate e il certificato di avvenuta bonifica dei terreni non è ancora stato emesso da parte di Città Metropolitana. Tutto come un mese fa, dunque. Tanto che i vertici del centro culturale islamico hanno scritto una lettera al Comune, in cui chiedono altro tempo. «Ma il tempo è scaduto – replica D’Amico -. Ci è stata chiesta un ulteriore proroga di 60 giorni. Già in passato, dalla ricostruzione che abbiamo effettuato, hanno goduto di proroghe su proroghe. Applichiamo solo le regole, che valgono allo stesso modo per tutti».

Così, gli uffici hanno risposto picche alla comunità musulmana. «La delibera del mese scorso è chiara. A oggi non sono subentrati elementi aggiuntivi che possano giustificare uno slittamento dei tempi. La procedura è stata sanata? Abbiamo preso atto delle violazioni di legge e contratto». Secondo l’amministrazione, il centro culturale islamico non avrebbe rispettato gli impegni previsti dalle convenzioni del 2013 e 2015.

Nell'elenco degli addebiti compare anche il «mancato pagamento di 320mila euro, di cui 20mila a saldo del diritto di superficie, 250mila come contributo per le opere aggiuntive e 50mila per la monetizzazione dei parcheggi». Le contestazioni proseguono con il «mancato completamento della procedura di avvenuta bonifica e il mancato avvio della fase di realizzazione della struttura, il cui inizio in base al cronoprogramma doveva avere corso a settembre 2016». La Giunta aveva dato mandato agli uffici di intraprendere le opportune azioni per le contestazioni di rito. Nella comunicazione inviata dal centro islamico, oltre alla richiesta di altri 60 giorni, si prova a rispondere agli addebiti formalizzati. Il cronoprogramma, risponde la comunità musulmana, è stato rispettato e la mancanza della chiusura delle bonifiche è data dall’attesa di ricevere il via libera da un altro ente, che è Città Metropolitana. Sulle rate da corripondere le versioni delle due parti in causa sono divergenti: per il municipio il termine era fissato ad aprile.