Cinisello Balsamo (Milano), 6 febbraio 2018 - Un mini appartamento ricavato all’interno di locali che potrebbero ospitare un box o al massimo un magazzino. È qui che è morto il viado peruviano di 43 anni, trovato senza vita all’alba di domenica dai carabinieri di Cinisello Balsamo. Una morte che rimane ancora avvolta dal mistero e che vede i carabinieri di Cinisello e del nucleo investigativo monzese indagare a tutto campo: in assenza di tracce sospette, l’ipotesi seguita nei primi momenti è di morte naturale o indotta da abuso di farmaci. Tuttavia non si esclude che le cause possano essere altre e condurre a ben altre piste investigative. Sarà solamente l’autopsia disposta dal pm di Monza Vincenzo Fiorillo a chiarire il quadro. Intanto, questa morte così strana è tornata ad accendere i riflettori sul quartiere Crocetta, troppe volte dimenticato dalle istituzioni, apparentemente incapaci di leggere in profondità il malessere sociale che ribolle tra i palazzoni di questo rione.

Il condominio di via Friuli 29, dove si trova il sottoscala che era stato trasformato in appartamento per accogliere il peruviano e un suo connazionale, è l’esempio eclatante di questo malessere. L’edificio è stato più volte al centro di attività delle forze dell’ordine. Otto anni fa un uomo di origine africana morì lanciandosi da una finestra all’ottavo piano per sfuggire ai carabinieri che stavano facendo irruzione nell’appartamento in cui un’organizzazione criminale nascondeva droga e denaro. Lo stesso sottoscala, oggi trasformato in appartamento, alcuni anni fa era un magazzino di un laboratorio cinese. E molti degli appartamenti sovrastanti sono oggi chiusi e pignorati dal tribunale ai proprietari (quasi tutti stranieri) che non hanno mai pagato le spese condominiali e le utenze comuni.

Un male comune a molti dei condomini di questo quartiere, dove il debito si aggirerebbe complessivamente su cifre superiori ai 3 milioni di euro. Gli abitanti del quartiere chiedono da anni un controllo sistematico degli appartamenti per verificare i casi di sovraffollamento e di utilizzo abusivo degli spazi non abitabili. Il rischio denunciato da più parti è che l’occupazione incontrollata degli appartamenti finisca alla lunga per rendere ingestibili i condomini, dove il numero di proprietari e inquilini disposti a pagare le spese è in continuo calo. Al contrario cresce il timore che gli alloggi siano utilizzati come dormitori abusivi.