Cinisello Balsamo (Milano), 13 luglio 2017 - Il blitz  tra i «Palazzi» di Sant’Eusebio ha lasciato il segno. Com’era prevedibile, l’operazione condotta da Squadra Mobile e commissariato di Cinisello ha avuto l’effetto di un terremoto nel tessuto criminale che con i suoi tentacoli si era impadronito del rione. Nonostante martedì mattina, dopo l’uscita di scena dei reparti della polizia di Milano, il quartiere avesse un aspetto insolitamente spettrale, sotto sotto i reduci hanno continuato a lavorare, forse per raccogliere i cocci di un’organizzazione in gran parte sgominata, o forse per ricostruire quanto è rimasto della rete criminale. Attorno alle 14, gli agenti del commissariato di Cinisello hanno bloccato un 40enne mentre si allontanava dalle case Aler con un involucro sospetto. C. C., già noto alle forze dell’ordine, stava trasportando un panetto con 120 grammi di marijuana.

Probabilmente lo stava spostando per metterlo al sicuro dopo che nella mattinata la polizia aveva eseguito 13 perquisizioni tra le case e le cantine dei palazzoni. O peggio, stava eseguendo una nuova consegna per rifornire la piazza di Sant’Eusebio mutilata dai 32 arresti della polizia. Il suo è stato l’arresto numero 33 in una giornata davvero nera per il rione. Le pattuglie hanno continuato a girare per le vie di Sant’Eusebio tutto il giorno, e poco più tardi, a metà pomeriggio, gli agenti di polizia di Cinisello e di Sesto hanno fermato altri due volti noti del quartiere, C. M. 22 anni e I. L. 41 anni. Il loro doveva essere solo un controllo di routine, ma, a testimonianza di quanto sia lata la tensione verso le forze dell’ordine, è sfociato in una lite violenta. I due sono stati fermati con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Intanto, in città si inseguono due sentimenti contrastanti: speranza e preoccupazione. «Da qui dobbiamo ripartire – scandisce il sindaco Siria Trezzi –. Il quadro restituito dalle indagini non è confortante, ma eravamo coscienti che la situazione stava costantemente peggiorando nonostante il costante lavoro delle forze dell’ordine. Ora si può dire che quella situazione è stata azzerata e si può ricostruire su basi nuove».

La Trezzi non nasconde di guardare con molta attenzione anche alle prossime mosse di Aler. L’ente delle case popolari gestisce oltre 800 alloggi pubblici nel quartiere, e negli ultimi anni è stato il vero assente. La criminalità si è mossa proprio utilizzando gli spazi, anche fisici, lasciati liberi da Aler nel rione. Dai «Palazzi» alle 5 torri, l’illegalità è cresciuta con l’abusivismo e la morosità. «Nel regolamento che si sta discutendo in Regione, l’associazione dei sindaci ha chiesto con forza che venga inserito un procedimento di decadenza automatica dalle case pubbliche per chi commette reati – precisa il sindaco –. Allontanare dal quartiere chi è causa dei suoi mali è necessario. Dunque chiediamo ad Aler di fare fin da subito il suo dovere».