Cinisello Balsamo (Milano), 11 luglio 2017 - Partita ufficialmente il primo giugno, ancora poco si è visto della ripresa dei lavori nei tre cantieri della M1 tra Sesto San Giovanni e Cinisello. Tanto che più di un cittadino negli ultimi giorni ha cominciato a borbottare, immaginando che la ripresa annunciata in pompa magna, con una conferenza stampa itinerante sul cantiere di largo Levrino a Sesto, fosse in realtà un espediente politico per “aiutare” la campagna elettorale dei candidati Pd di Sesto, Monica Chittò, e di Monza, Roberto Scanagatti, alla quale ha preso parte anche il sindaco di Milano Beppe Sala.

In realtà la presa in possesso del cantiere è un atto complesso e non privo di incognite. La società De Sanctis di Roma, che ha ricevuto l’incarico da MM dopo circa due anni di stop dei lavori per il fallimento dell’impresa vincitrice dell’appalto, è stata chiamata a prendere in carico le opere e a eseguire un complesso aggiornamento progettuale per l’impermeabilizzazione delle gallerie dall’acqua della falda. L’impresa ha preso subito possesso del primo cantiere, alle spalle di largo Levrino, nel quartiere sestese del Restellone, dove in questo primo mese si è proceduto alla pulizia delle aree assegnate e al ripristino dei container e degli strumenti di lavoro.

In questi giorni l’impresa sta prendendo in carico il secondo cantiere, quello compreso tra via Valtellina e via Cantù, al confine tra Sesto e Cinisello. Rimane tuttora chiuso e in condizioni di completo degrado il grande cantiere del capolinea, nel quartiere Bettola di Cinsello. Tutti i tre cantieri risultano controllati dal sistema di videosorveglianza che la società Metropolitana Milanese ha fatto installare a metà del mese di maggio, in seguito a un incendio che era esploso proprio a Bettola, dove era stato allestito un accampamento abusivo.

Il lavoro di ripristino dei cantieri appare più lungo e complicato del previsto, anche perché molte opere sotterranee sono finite sott’acqua, a causa dell’innalzamento della falda. Tuttavia l’impresa rispetta la tabellina di marcia fissata al momento dell’incarico: avrà sessanta giorni di tempo per rimodulare il progetto sulla base delle nuove esigenze (va ricordato che sono stati stanziati 23 milioni di euro in più proprio per far fronte alle modifiche progettuali). Secondo il cronoprogramma sono previsti 60 giorni per il progetto esecutivo. Dunque dal primo agosto dovrebbero essere dichiarate chiuse le procedure amministrative. I tecnici dell’impresa assicurano che la presa in possesso delle diverse aree cantiere procede come da programma e che dal primo settembre gli operai saranno al lavoro lungo tutta l’asta. Il conto complessivo dei giorni di lavoro è fissato a 750, oltre a 60 giorni di pre-esercizio. Rimane confermato che l’entrata in esercizio della nuova tratta metropolitana è fissata per la fine del 2019.