Bresso (Milano), 4 ottobre 2017 - Il Tribunale Superiore delle acque pubbliche ha respinto il ricorso contro la vasca di laminazione che il Comune di Milano e Regione Lombardia intendono realizzare nel Parco Nord, al confine con Bresso. La notizia diffusa ieri è stata accompagnata da un giallo: il Tribunale ha in istruttoria ben due ricorsi, il primo presentato da un comitato di cittadini bressesi di via Papa Giovanni XXIII, il secondo presentato dal Comune di Bresso.

A quanto risulta al momento, solamente l’atto di opposizione avanzato dal comitato cittadino sarebbe stato rigettato perché ritenuto inammissibile, mentre quello del Comune sarebbe ancora pendente. Nonostante ciò, nella mattinata di ieri si è diffusa la notizia che entrambi gli atti di opposizione fossero caduti e questo potrebbe condurre rapidamente a un'accelerazione del progetto che punta a realizzare un gigantesco lago nelle aree del parco che sorgono dinanzi ai palazzi bressesi di via Papa Giovanni XXIII: un bacino idrico artificiale di 250mila metri cubi per accogliere le acque del fiume Seveso nei giorni di piena. Il progetto è stato approvato in via definitiva nel luglio scorso al tavolo di Regione Lombardia. Tuttavia, il 14 settembre scorso è stato “congelato” da Palazzo Chigi che, dopo aver incontrato il sindaco Ugo Vecchiarelli, ha subordinato l’avanzamento dei lavori alla pronuncia del Tribunale Superiore. Se dovesse verificarsi una doppia bocciatura dei ricorsi, di fatto non vi sarebbero più motivi ostativi e la complessa procedura potrebbe riprendere.

"Non ci risulta una sentenza al ricorso presentato dal Comune, dunque ci pare imprudente parlare di bocciatura o di inammissibilità - ha precisato il sindaco Ugo Vecchiarelli -. Tuttavia non appena saranno presentati i progetti definitivi, ricorreremo anche su quelli perché riteniamo quest’opera dannosa per la città e non realizzabile". Dai banchi dell’opposizione di Regione Lombardia, ieri mattina il consigliere bressese Stefano Buffagni ha rilanciato la notizia della bocciatura dei ricorsi. "Continueremo a lottare per impedire che quest’opera venga realizzata - ha commentato -. Rimango in ogni caso arrabbiatissimo perché se siamo arrivati a questo punto è perché il Parco Nord da subito si è reso disponibile a distruggere il verde, senza opporsi minimamente al progetto, mentre il Comune si è mosso con colpevole ritardo".