Bresso (Milano), 5 ottobre 2017 - Il ricorso dei cittadini era stato dichiarato inammissibile. Quello del Comune di Bresso è stato addirittura definito tardivo. Dunque bocciato. Si chiude con un nulla di fatto la campagna di ricorsi per bloccare la costruzione della vasca di laminazione del Seveso nel Parco Nord. Negli stessi giorni in cui il Tribunale Superiore delle acque pubbliche aveva rispedito al mittente il ricorso presentato dagli abitanti di via Papa Giovanni XXIII, che questa sera si riuniranno in assemblea nella sala parrocchiale (alle 20), è arrivata anche la sentenza per quello dell’amministrazione comunale.

«Dichiara in parte tardivo ed in parte inammissibile il ricorso principale. Dichiara inoltre la tardività dei motivi aggiuntivi», scrive il Tribunale. Insomma, una bocciatura su tutta a linea che il Comune sarà chiamato a pagare con ben 12mila euro di spese legali ad ognuno dei quattro «resistenti», ossia Regione, Comune di Milano, Agenzia interregionale per il fiume Po e Ministero dell’Ambiente, tutti citati in causa. Inoltre, dalle motivazioni si evince che se Bresso non avesse tentennato, forse l’esito della sentenza sarebbe stato diverso. «Abbiamo motivo di credere che il Tribunale sbagli sui tempi – replica il sindaco Ugo Vecchiarelli -. Il nostro ricorso è stato presentato nei tempi prescritti, dunque stiamo valutando come opporci. Certamente la piccola Bresso si è messa contro istituzioni più grandi».

La Caporetto bressese è da far tremare i polsi: i ricorsi erano l’unica diga contro l’avanzata del progetto approvato in via definitiva a luglio al tavolo di Regione Lombardia per realizzare le vasche di contenimento del Seveso in caso di esondazioni. La stessa Presidenza del Consiglio dei Ministri, che il 14 settembre aveva ricevuto Vecchiarelli, aveva ordinato il congelamento del progetto fino alla pronuncia del Tribunale. La sentenza del Tribunale era stata depositata il 13 settembre, un giorno prima, ma il contenuto è stato reso pubblico solo ora. Dunque, ora i lavori potrebbero procedere. Sebbene il sindaco abbia annunciato un nuovo ricorso sul progetto definitivo.

«Il comportamento del Parco Nord e del Comune sono da censurare – dice Stefano Buffagni, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle che intende promuovere una nuova azione di opposizione in regione - Il Parco Nord non ha minimamente opposto resistenza a questo progetto; se un parco non difende il suo bene primario, cosa esiste a fare? Il Comune si è mosso in colpevole ritardo permettendo che tutto questo accadesse».