Bresso (Milano), 25 novembre 2017 - Chi si candida a gestire l’intera area del campovolo bressese? Suona più o meno così la domanda che Enac ha rivolto agli operatori del settore aeronautico con un bando che per la prima volta mette in palio l’intera area area del piccolo scalo di Bresso, da anni al centro di polemiche, conflitti sfociati in denunce e accuse di illegalità. Di fatto si cerca un operatore in grado di assumere l’intera gestione del sito, sviluppandolo secondo quanto previsto dal regolamento aeroportuale che, in teoria, ne prevede un utilizzo commerciale. Tanto è bastato a far crescere nuovamente la tensione, soprattutto tra le istituzioni del Nord Milano, che si battono per la “mitigazione” delle attività aviatorie dello scalo e che nel 2007 avevano stilato un protocollo co nel quale si escludeva qualsiasi attività commerciale.

«Siamo contrariati per questa scelta di Enac che ancora una volta pare andare in direzione differente rispetto a quanto previsto da un protocollo sottoscritto dallo stesso ente nel 2007 – afferma il sindaco di Bresso Ugo Vecchiarelli che si è già confrontato con i colleghi del Nord Milano – Quel vecchio protocollo dice in modo chiaro che nessuno sviluppo commerciale è tollerabile a Bresso. Ancora la scorsa estate, al tavolo tecnico il Demanio, dunque lo Stato, aveva confermato che Enac non avrebbe potuto mettere in atto alcuna attività strutturale, in quanto non è comprovata la titolarità di Enac su alcune aree». Dunque, il timore è che l’ingresso di un nuovo gestore possa rimettere in moto il meccanismo del sviluppo commerciale, portando sulla pista di Bresso aerei sempre più numerosi e grandi. In verità quel bando presenta luci e ombre. Lo spiega bene il presidente di Aeroclub Milano, Antonio Giuffrida: «Il pregio è che questo bando fa finalmente chiarezza sulla gestione dello scalo – afferma -. Partiamo da una situazione nella quale ci sono molti elementi di irregolarità e, a nostro parere, anche situazioni di illegalità. Dunque un piano che punta ad affidare la gestione dell’intera area per una durata di 20 anni mette chiarezza su diritti e doveri, soprattuto consente di pensare al futuro con una visione molto lunga».

Detto questo le incognite rimangono. Il bando punta a sviluppare ricavi per Enac a prezzo di mercato. Difficile quantificarli, ma è evidente che solamente un’attività commerciale florida e redditizia riuscirebbe a pareggiare quei costi. Non vi sono conferme ufficiali, ma si vocifera che Sea, la società di gestione di Linate e Malpensa, potrebbe essere interessata a partecipare. Non è un mistero per nessuno che la presenza di aerei da turismo e di piccoli voli privati su Linate rappresenti un rischio e un intralcio quasi quotidiano. Bresso, potrebbe rappresentare la valvola di sfogo.

L’Aeroclub di Bresso, associazione senza scopo di lucro e titolare di una delle più importanti scuole di volo italiane, non sarebbe certo in grado di competere, soprattuto perché non intende sviluppare attività commerciali. D’altro canto si appresta a presentare la sua proposta alternativa: gestore l’aeroporto di Bresso con l’obiettivo di trasformarlo nell’università del volo, divenendo il riferimento nazionale per la formazione di piloti e meccanici.