Sesto San Giovanni (Milano), 16 febbraio 2017 - La Breda Termomeccanica - Ansaldo "se n'è infischiata fino al 1985» delle norme sull'amianto e i suoi ex manager «sapevano di mettere a rischio i lavoratori". È uno dei passaggi della requisitoria di oggi del pm di Milano Nicola Balice, davanti ai giudici della nona sezione penale, nel processo a carico di otto ex amministratori dell'azienda (altri due ex membri del cda sono nel frattempo deceduti) accusati di omicidio colposo per la morte di una decina di operai causata, secondo l'accusa, dall'esposizione all'amianto nello stabilimento milanese di viale Sarca tra gli anni '70 e il 1985.

I giudici hanno rinviato l'udienza al 1 marzo, giorno in cui si concluderà la requisitoria con le richieste del pubblico ministero e, dopo le arringhe delle difese, potrebbe arrivare la sentenza. Presenti in aula oggi anche una decina di operai, tra cui Michele Michelino, ex operaio della Breda Ansaldo e portavoce del Comitato per la Difesa della salute nei luoghi di lavoro.

Per il rappresentante della pubblica accusa non ci sono dubbi. Quelle morti, ha ricostruito il magistrato, state tutte provocate da mesiotelioma pleurico o tumori polmonari, patologie a loro volta causate dalla presenza di amianto all'interno dello stabilimento: "Oltre il 70% dei manufatti della fabbrica conteneva amianto. Gli operai lavoravano in un ambiente scarsamente ventilato ed è pacifico che siano stati esposti all'amianto". 

La maggior parte di loro sono poi stati colpiti da mesiotelioma pleurico, "patologia - l'ha definita il magistrato - sentinella d'amianto". Secondo la letteratura medico scientifica, citata dal pm Balice nel corso del suo intervento in aula, 80 volte su 100 il mesiotelioma pleurico è causato dalla prolungata esposizione alle fibre di amianto e soltanto nel 20% dei casi è dovuto ad altri fattori. Ma alla Breda Termomeccanica di Sesto San Giovanni "il nesso causale tra patologia ed esposizione alle fibre di amianto è ampiamente provato".

Sul banco degli imputati ci sono 9 componenti del consiglio di amministrazione e un ex direttore di produzione della fabbrica, tutti in carica nel periodo compreso tra il 1973 e il 1985. "All'epoca - ha sottolineato ancora il magistrato - i pericoli provocati dall'amianto erano ampiamente noti". E la Breda Termomeccanica era "un grande gruppo industriale, non stiamo parlando di un piccolo imprenditore". Ma responsabili dello stabilimento di Sesto "se ne sono infischiati" della normativa vigente all'epoca sul rischio amianto. Hanno comunque messo a rischio la vita delle tute blu e "sapevano" di farlo. Il pm Balice terminerà la sua requisitoria nell'udienza del 1 marzo: quel giorno arriveranno le eventuali richieste di condanna.