Sesto San Giovanni (Milano), 11 gennaio 2016 - Già nel 1979 il servizio di Medicina ambientale dell’Usl e la clinica del Lavoro di Milano, in un’indagine, avevano rilevato varie nocività a cui erano sottoposti gli operai: rumore, polveri, calore radiante. Su 119 lavoratori, che allora vennero messi sotto osservazione, 13 risultarono avere placche pleuriche. Inoltre, l’Usl già quell’anno aveva chiesto la sostituzione dell’amianto con altro materiale per chi era esposto a fonti di calore. Già nel 1979 risultavano 61 casi individuati di malattia professionale. Lo racconta Maurizio Ghezzi, ufficiale di polizia giudiziaria, davanti al giudice Simone Luerti della nona sezione penale del Tribunale di Milano, dove si è riaperto il processo Breda/Ansaldo. Cominciano a parlare i testimoni chiamati dal pubblico ministero Nicola Balice nell’inchiesta che vede imputati dieci manager della Breda/Ansaldo accusati di responsabilità nella morte di mesotelioma o tumore polmonare di 12 lavoratori.

Lunedì si riprende con altre 7 testimonianze. Nell’udienza di venerdì Maurizio Ghezzi ha illustrato l’ampia documentazione reperita sulla presenza della fibra killer nel processo di lavorazione dell’azienda e il largo uso di coperte, cuscini materassini di amianto usati da tubisti, molatori, saldatori e altri operai a caldo. Un’indagine condotta insieme ad altri colleghi, dopo le denunce di alcuni lavoratori, alcuni delegati sindacali dell’azienda Breda Termomeccanica associati al Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e del territorio, che riunisce le ex tute blu di Sesto San Giovanni e non solo.

Il Comitato nel processo è parte civile, insieme a Medicina Democratica e all’Associazione italiana esposti all’amianto (Aiea), presenti in tribunale con una delegazione. Nella sua testimonianza, l’ufficiale di polizia giudiziaria non si è fermato solo all’esame delle condizioni di lavoro all’interno dei capannoni durante gli anni Settanta: almeno fino al 1985 e 1987, ha detto davanti al giudice, ci sarebbero documenti che proverebbero l’uso dell’amianto nello stabilimento. L’accusa rivolta ai dieci manager Breda/Ansaldo è di omicidio colposo e, ormai da anni, il comitato degli ex bredini presieduto da Michele Michelino non molla. «Giustizia per le nostre numerose vittime, che continuano a morire in silenzio con lo spettro della prescrizione che rischia di lasciare impuniti i colpevoli». Oggi sarà il giorno delle nuove testimonianze, con l’istruttoria che entra nel vivo del processo. Il processo si riaggiorna poi al 17, 25, 26 febbraio e al 10, 16, 24 marzo.

di LAURA LANA